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Pescara, 22/03/2026
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Data: 15/12/2013
Testata giornalistica: Il Centro
La protesta dilaga, i Forconi verso Roma. Berlusconi: il movimento «ha ragioni profonde». Boldrini, no a benzina su fuoco. Arrestato il vicepresidente di Casapound

ROMA Studenti a Torino, centri sociali a Venezia, Forconi pronti a convogliare su Roma. È sempre più eterogenea la protesta che attraversa l'Italia. Un’ondata di rabbia sul cui fuoco è bene «non gettare benzina», avverte il presidente della Camera Laura Boldrini. Ma non è facile. Gli stessi Forconi suscitano reazioni contrastanti. Tra i sindacati c'è diffidenza: ci sono «piazze piene di lavoratori che dicono cosa vogliono» e «altre in cui non si capisce che cosa vogliano», attacca la numero uno della Cgil Susanna Camusso. Anche Raffaele Bonanni, Cisl, non fa sconti: «Rappresentano obiettivi e interessi particolari». Sul fronte opposto Silvio Berlusconi, dopo aver annunciato nei giorni scorsi un incontro con i Forconi annullato per evitare strumentalizzazioni, torna in campo: «Questa rivolta - avverte il leader di Forza Italia - è un sintomo grave di una crisi vera» con «ragioni profonde». «Quella dei Forconi è una protesta difficile, perché imprevedibile. Non c'è un vero interlocutore, ma un fritto misto di situazioni non interpretabili. Il livello di attenzione è molto alto» dichiara Armando Forgione, direttore del Servizio ordine pubblico del Viminale, spiegando che «la connotazione è di destra, ma molto frastagliata». Il movimento guarda ormai a Roma: un presidio sarà montato mercoledì alle 15 e proseguirà «a oltranza» in piazza del Popolo, ha annunciato uno dei leader, Mariano Ferro. «Niente manifestazioni o marce su Roma per non dare pretesti ai violenti», assicura. Ma, aggiunge, «vogliamo le dimissioni del governo». Il Campidoglio però avverte: «no» a tendopoli a oltranza. Nella Capitale, ieri, intanto, è stato arrestato per furto pluriaggravato Simone Di Stefano, vice presidente di Casapound, organizzazione di estrema destra che ha dato il proprio appoggio al Comitato per la «rivoluzione» del 9 dicembre: durante un blitz di fronte alla sede dell'Unione europea in via IV Novembre, a cui ha preso parte un centinaio di manifestanti, Di Stefano ha tentato di rimuovere la bandiera Ue per sostituirla con un Tricolore. Le forze dell'ordine hanno fatto cariche di alleggerimento per disperdere i manifestanti, con tafferugli e momenti di tensione. Una decina di militanti di Casapound sono stati denunciati. Ma l’organizzazione definisce «grottesco» l’arresto: «È l'ultimo “colpo di teatro” di uno Stato talmente distante dai suoi cittadini che non riesce più a comprenderne nemmeno le istanze più immediate ed è costretto a ricorrere a grotteschi escamotage pur di fermare una protesta giusta e di popolo» afferma il leader Gianluca Iannone. Nella giornata di ieri è circolata anche la voce di un incontro tra Forconi e governo. «Il governo ci ha convocati, rigettiamo l'invito e qualsiasi trattativa», scrive su Facebook Danilo Calvani, uno dei portavoce della protesta. Il sottosegretario ai Trasporti Rocco Girlanda fa chiarezza e spiega che venerdì sera c'è stata una telefonata con i leader del movimento: non c'è un incontro in vista, ma «una prima, informale apertura al dialogo» c’è. E in serata Girlanda vede a Perugia Maurizio Longo, segretario di Trasportounito, associazione di autotrasportatori che aveva aderito alle rivendicazioni dei Forconi. «Trasporto unito rientra a pieno titolo nel tavolo» annuncia soddisfatto Ghirlanda. E Longo conferma: «C’è stata disponibilità sulle nostre questioni, abbiamo dato 60 giorni di tempo per trovare le soluzioni».

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