ROMA. Le Ferrovie, oggi «bad company con un buco di oltre 2 miliardi» devono «cambiare ottica e ragionare da impresa pura e semplice». A partire dalla dirigenza. Il richiamo è del capoazienda, Mauro Moretti, che chiede ai suoi di focalizzare i problemi piccoli, perseguire soluzioni utili all'impresa e capire cosa chiede il cliente. Cliente che, oggi, dovrà però fare i conti con otto ore di sciopero: stop dei treni dalle 9 alle 17.
Tra futuro e presente Moretti promette di essere pronto a prendere «decisioni choc», quali la rinuncia a certe tratte in assenza di copertura dei costi. «Non parteciperemo più a gare in perdita» annuncia. Su Rfi: pensa di riportarla a fare il gestore nazionale della rete. Su Trenitalia: «faccia bene l'azienda di trasporto a 360 gradi». Nel settore merci «si dovranno tagliare i rami secchi». Altri asset, come stazioni, piattaforme merci e immobili, vanno "valorizzati" e non lasciati sfruttare come in passato da altri imprenditori perché, dice Moretti, «il gruppo è in grado di farlo, non li regala». Le Fs sono cambiate con la liberalizzazione, ricorda l'ad che avverte sui rischi dell'arrivo di competitor sull'alta velocità e punta il dito contro «le disattenzioni per cui usiamo malissimo le nostre risorse». Nell'alta velocità«con quattro lire i nuovi operatori possono prendere una licenza e, senza fare investimenti, avere business da miliardi. È una follia anche se fatto da numeri uno dell'imprenditoria nazionale. Sono i contribuenti poi a pagare».