PESCARA Giornata tutta abruzzese per il ministro delle Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello che ieri a Chieti ha tenuto a battesimo il gruppo politico del Nuovo Centrodestra in Comune. «Noi siamo il Nuovo centrodestra, non una nuova forza di centrodestra. Significa che non vogliamo perdere la vocazione maggioritaria e non ci stacchiamo dallo schema bipolare. Dentro il centrodestra bisogna essere competitivi e fissare le regole». Per esempio? «Quando ci sono candidature monocratiche si va alle primarie». È il caso della candidatura alla presidenza della Regione? «Questo è uno quei casi in cui, considerato come ha operato Chiodi, e mantenendosi Chiodi sopra le parti, le primarie possono essere evitate». Ma Berlusconi ieri ha annunciato che Chiodi sarà il candidato alla Regione per Forza Italia. È stato intempestivo? «Non voglio dire così, ma è bene che Forza Italia non dia nulla per scontato. Noi qui in Abruzzo puntiamo a essere la prima forza della coalizione, e sulle cose bisogna essere d'accordo. In caso contrario il metodo sono le primarie: penso al Comune di Pescara». Crede che la sentenza della Corte costituzionale sulla legge elettorale nazionale imporrà la revisione anche della legge regionale? «In quella sentenza c'è una parte più chiara e una meno chiara. La parte più chiara riguarda il fatto che la rappresentanza non può essere manipolata oltre una misura ragionevole. La parte meno chiara è quella della preferenza, ma la legge regionale abruzzese da questo punto di vista è a posto. L'incostituzionalità sul premio di maggioranza è comunque probabile. In questo caso occorre che per precauzione la Regione si impegni a risolvere il problema». Che tipo di partito sarà il Nuovo Centrodestra? «Ci sarà un comitato provvisorio e dalla prossima settimana inizieremo a costituire i circoli. Dovranno essere composti da almeno 10 cittadini, avranno un presidente e dovranno essere convalidati da Roma. Ci sarà anche la possibilità di costituire circoli virtuali su internet. Poi a marzo definiremo gli assetti con metodo democratico. Contemporaneamente una commissione studierà lo statuto. Il partito sarà costruito come una piramide rovesciata. Al vertice ci sarà la base che devolverà alcune funzioni al centro. Sarà un partito federativo con una grande libertà a livello regionale e con rapporti di federazione con le liste civiche e i movimenti. Tutto questo nasce dalla convinzione che in una fase di grande cambiamento non si possono cambiare gli attori e mantenere la vecchia scena». Lei ha incontrato in questa giornata abruzzese molti amministratori, c'è preoccupazione per le riforme che coinvolgeranno gli enti locali? «Direi che c'è interesse. Noi cercheremo di fare in modo che i sindaci virtuosi non vengano penalizzati. Dopo i costi standard della sanità andremo a determinare i fabbisogni standard dei Comuni e faremo il possibile per allentare i vincoli per gli investimenti».