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Pescara, 22/03/2026
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Data: 16/12/2013
Testata giornalistica: Il Centro
«La Regione non può finanziare l’aeroporto». La Consulta boccia il fondo di 5,5 milioni per lo scalo pescarese Per i giudici si tratterebbe di aiuti di Stato che falsano la concorrenza. Ora la palla ripassa alla Regione ma soprattutto alla Saga

PESCARA L’aeroporto d’Abruzzo non può essere sostenuto da fondi regionali, perché questi rientrano nella disciplina degli aiuti di Stato. Lo ha chiarito la Corte Costituzionale con la sentenza 299/2013 che ha dato ragione al governo dichiarando incostituzionale l'articolo 1 della legge regionale 69 del 2012. Attraverso questa legge la Regione concedeva al gestore Saga per la “valorizzazione dell'aeroporto d'Abruzzo” 5,5 milioni di euro. La sentenza mette fine a un lungo contenzioso tra governo e Regione e apre seri problemi sul futuro dello scalo regionale, che, lasciato senza risorse pubbliche, rischia di non avere più le gambe per camminare. Nei giorni scorsi in un’intervista al Centro il governatore Gianni Chiodi rispondendo a una domanda sui due aeroporti abruzzesi (giovedì 19 dovrebbe esserci il volo inaugurale dall’aeroporto aquilano di Preturo gestito da una società privata), aveva manifestato qualche preoccupazione sul futuro dei piccoli scali regionali: «Il vero problema del sistema aeroportuale è rappresentato dalla posizione dell’Unione europea in merito alle attività degli aeroporti, che la Ue ritiene siano di natura commerciale, siano essi pubblici o privati. Di conseguenza gli aeroporti non possono essere destinatari di sostegni qualificati, perché verrebbero visti come aiuti di stato. Questo è un problema di tutti gli aeroporti italiani, e sarà una delle questioni da affrontare a livello governativo ed europeo». Ora la Corte, così come il governo, ha affermato nella sua sentenza che i fondi erogati dalla regione alla Saga sono effettivamente aiuti di Stato, secondo quanto previsto dal Trattato della Comunità Europea. Spiega la Consulta, citando il Trattato, che gli aiuti di Stato consistono in «agevolazioni di natura pubblica, rese in qualsiasi forma, in grado di favorire talune imprese o talune produzioni e di falsare o minacciare di falsare in tal modo la concorrenza, nella misura in cui incidono sugli scambi tra gli Stati membri». La materia è di esclusiva competenza della Commissione europea, alla quale, dice la Corte, vanno «comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti». La Commissione fa la sua verifica ma, nel frattempo «lo Stato membro interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale». È proprio quello che la Regione Abruzzo non ha fatto, dando il via al finanziamento senza darne comunicazione all’Europa. Per la Regione infatti, il finanziamento non si configura come aiuto di Stato perché, si legge nel ricorso dell’ente contro l’impugnativa del governo, «l'aeroporto d'Abruzzo apparterrebbe, secondo la classificazione europea, ai piccoli aeroporti regionali in ragione del volume annuo di passeggeri inferiore al milione. L'appartenenza a tale categoria», sostiene la Regione, «consentirebbe di impiegare risorse pubbliche senza alcuna sottoposizione al vaglio della Commissione europea nel caso di sovvenzioni per i servizi aeroportuali». La Regione ha citato anche casi ritenuti analoghi (gli aeroporti di Pisa, Firenze, Isola d'Elba, Siena e Grosseto), beneficiarie di sovvenzioni non contestate dalla Commissione, perché i fondi erano volti «a migliorare le infrastrutture di trasporto aereo nella prospettiva di uno sviluppo economico della Toscana». La Corte non ha accettato questa tesi, nè quella che gli aiuti si configurerebbero come aiuti “de minimis”, perché le risorse erogate dalla Regione risultano nettamente «superiori al massimo consentito (euro 200.000,00 complessivi in tre esercizi finanziari». Incostituzionale per la Consulta anche la legge attraverso la quale la Regione, dopo una prima impugnativa del governo, ha dato una “corretta interpretazione” della 69/2012 collegandola alla positiva «decisione della Commissione europea relativa agli aiuti concessi dalla regione fiamminga alla società Air Belgium e all'agenzia di viaggio e turismo Sunair per l'utilizzazione dell'aeroporto di Ostenda». Per la Corte Costituzionale siamo senza equivoci di fronte a un caso di aiuti di Stato. Ora la palla ripassa alla Regione ma soprattutto alla Saga.

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