L'AQUILA. Niente più indennità ai componenti di comitati, commissioni e consulte regionali: agli esperti esterni di questi enti regionali verrà riconosciuto un gettone di 50 euro per la partecipazione ad ogni riunione. Ai dirigenti e dipendenti regionali verrà corrisposto solo il rimborso per le spese di viaggio. Non solo il loro lavoro verrà controllato e monitorato.
La drastica misura è contenuta nella proposta di deliberazione che la Giunta regionale dovrebbe approvare per dare il via libera alla prima delle due azioni tese alla riduzione dei costi della politica e alla razionalizzazione delle risorse annunciato per il mese di marzo dal presidente della Regione, Ottaviano Del Turco. La bozza di deliberazione potrebbe essere licenziata dall'esecutivo regionale entro la fine del mese di aprile per poi passare al vaglio del Consiglio regionale. Il giro di vite sui compensi riguarda circa 60 degli 89 organismi regionali finiti nella lente d'ingrandimento nell'ambito del censimento portato a termine dal segretariato generale della presidenza della Giunta regionale.
Sui restanti 29 enti regionali pende seriamente la scure della soppressione con l'affidamento delle competenze a dirigenti e dipendenti regionali: come previsto nella proposta di deliberazione nella quale si prevede anche il trasferimento alla Regione di tutti i rapporti giuridici delle realtà tagliate. Questi enti sono stati ritenuti superflui e quindi strumento clientelare e di sprechi dai tecnici: ora dopo l'ultima passaggio con i direttori dei settori che ricomprendono le realtà in odore di taglio teso ad escludere problemi amministrativi, la parola finale sulla cancellazione spetterà alla politica, per intenderci alla maggioranza di centrosinistra. Ma considerando le misure contenute nella proposta di deliberazione chiamata a normare i tagli, neppure gli organismi che si salveranno dalla soppressione, avranno vita facile: oltre all'abolizione delle indennità, la Regione ha previsto controlli più serrati. Nella deliberazione si richiama ai principi amministrativi dell'efficienza, efficacia ed economicità ed inoltre si stabilisce che dai verbali delle riunioni devono essere riscontrabili gli indicatori per verificare se c'è stato il rispetto dei canoni di lavoro citati come fondamentali. Devono passare al vaglio dei settori di controllo della Regione le assunzioni di personale. Insomma, gli obiettivi di riorganizzazione e riordino sono molto chiari: il provvedimento, che ha già suscitato polemiche, è destinato ad essere ancora molto discusso. C'è, soprattutto in maggioranza, che la politica di tagli e rigore sia estesa ad altri enti regionali, come i consorzi per lo sviluppo industriale e di bonifica e alle partecipate più importanti della Regione.
La razionalizzazione comprenderà anche Asl ed Enti d'Ambito, entrambi con la riduzione da sei a quattro, ed agenzie regionali per l'edilizia territoriale (Ater). Ma queste realtà dovrebbero essere coinvolte nella seconda fase, prevista entro il mese di giugno, che come recitano la Finanziaria nazionale e regionale, si basa sulla riorganizzazione e la riduzione del 10% dei costi per il funzionamento degli enti strumentali della Regione.