PESCARA Grossi disagi ieri mattina anche in Abruzzo per lo sciopero nazionale dei trasporti di quattro ore. Paralisi dei mezzi che hanno mandato il tilt la circolazione fino alle 13,30 e fatto registrare un'adesione quasi del cento per cento degli aderenti. Alta la preoccupazione in tutta la regione, dove alle proteste per il rinnovo del contratto di lavoro nazionale, scaduto nel 2007, si sono aggiunte quelle per la vertenza Arpa, il cui sciopero è stato proclamato dalla Filt Cgil Abruzzo, e per la Gtm di Pescara, per la quale si sono mobilitate le segreterie provinciali di Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal e Ugl autoferro. In entrambe le aziende registrata quasi la totale adesione di partecipazione dei lavoratori: Arpa con una percentuale regionale del 78,7% (distretto Chieti: 97,8%, Pescara 80,4%, Giulianova 77,5%, Teramo 98,6%, L'Aquila 76,4%, Avezzano 52,1%, Sulmona 67,8%).
TENSIONE
Momenti di tensione davanti alla sede della Regione nel capoluogo adriatico. In risposta alla mobilitazione l'assessore ai trasporti, Giandonato Morra, ha fissato una convocazione per giovedì 19 alle 11 nella sede di viale Bovio. «Dopo l'incontro al Ministero del Lavoro per chiudere in tempi rapidi il contratto nell'ambito del nuovo contratto nazionale della mobilità -spiega il responsabile della Filt Cgil Abruzzo, Franco Rolandi-, momenti decisivi saranno quelli per scongiurare in regione l'implosione del settore. All'appuntamento istituzionale di giovedì prossimo la Filt Cgil Abruzzo ribadirà la necessità di dare risposte immediate all'emergenza Arpa rendendo da subito operativo il costituito fondo regionale dei trasporti. Le risorse accantonate per il trasporto pubblico non possono essere più distratte per finanziare attività diverse da quelle attinenti le finalità specifiche del settore. Le tre società regionali, in attesa della riforma d'unificazione più volte annunciata, devono essere gestite con criteri di uniformità nei trattamenti e nell'erogazione delle risorse da parte della Regione».
Una situazione critica quella dell'Arpa a giudicare dalle motivazioni che hanno spinto alla vertenza: difficoltà economiche finanziarie riscontrabili dal consuntivo 2012, perdite di bilancio per il terzo anno consecutivo e situazione debitoria preoccupante verso istituti bancari e fornitori, inesigibilità di importanti crediti, sussistenza di provvedimenti aziendali indicanti sprechi in una condizione di emergenza economica. «Un quadro -sottolinea Rolandi- che ha portato l'azienda a fronteggiare la carenza di risorse incidendo sui livelli occupazionali a cominciare dal personale impiegatizio, per il quale sono state prospettate contrazioni dei salari a fronte di presunti esuberi di 30 unità lavorative. Senza dimenticare l'erogazione di premi al personale dirigente, pur in presenza di una forte criticità economica e cronica carenza di personale di guida: solo nell'ultimo triennio oltre cento autisti fuoriusciti e mai rimpiazzati: l'ultima selezione pubblica per l'assunzione di autisti di linea part-time risale al 2008. In azienda sono presenti ancora 39 unità con contratto part-time. La mancanza di personale viaggiante sta determinando conseguenze intollerabili da generare un'assoluta incertezza sulla capacità di poter garantire tutti i servizi regionali con particolare riferimento a quelli scolastici».