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Data: 17/12/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ore di coda per l’Imu e tutti a piedi per lo sciopero dei bus

Fila di anche 150 persone alle Poste e autobus che non passano. Fra tasse da pagare, ovvero la scadenza dell’ultima rata dell'Imu, e sciopero degli autobus, quello di ieri è stato infatti un lunedì nero per moltissimi pescaresi.
In attesa della grande stangata della Tares, rinviata a gennaio per i pescaresi, ieri in molti hanno passato la giornata in fila alle Poste, aspettando che le lunghissime code, che si sono create già dalle prime ore della mattina davanti a tutti gli sportelli, venissero smaltite. «Sono il numero 220, sono qui dalle 10 e ha ancora 40 numeri davanti a me - borbottava intorno alle 11 la signora Magda, seduta sui gradini dell'ufficio postale di corso Vittorio Emanuele -. Assurdo, non solo devo pagare una tassa che da mesi promettono di cancellare, ma per farlo devo anche buttare tutta la giornata». In effetti, l'imposta sulla casa è da sempre considerata una dei balzelli più odiosi e ritrovarsi a pochi giorni dal Natale a dover aprire il portafoglio per saldarla non fa piacere a nessuno. Un malumore diffuso, come si comprendeva origliando i discorsi delle centinaia di persone in coda davanti agli sportelli.
«Imu, Ici, Iuc, chiamatela come vi pare, resta il fatto che ogni anno è un salasso - brontolavano tre signori in giacca e cravatta all'ingresso delle Poste in via Gran Sasso -. Dato che l'Imu sulla prima casa è stata eliminata pensavo di scamparmela, invece ecco che scopro che devo comunque pagarla su un secondo garage che ho acquistato poco tempo fa». «Io, invece, la tredicesima ormai non so più cos'è - l'amara constatazione della signora Miriam Speranza -. Quest’anno non ho fatto neanche in tempo a vederla depositata sul mio conto che subito l'ho dovuta utilizzare per pagare l'Imu. Che cosa ce la danno a fare? La girassero direttamente nelle casse del Comune, almeno non ci fanno perdere tempo». «Non voglio mai più sentir parlare di calo dei consumi e di crisi per i negozianti - commentavano due giovani donne in coda all’ufficio postale in via di Sotto -. Lo shopping, anche quello natalizio, è diventato un lusso, dato che siamo bombardati dalle tasse. Poco cambia se la Tares è stata rinviata a gennaio, perché per il giorno che dovremo pagarla probabilmente non sarà neanche ancora arrivato il nuovo stipendio». E se non bastassero le tasse, a complicare la situazione, ieri, ci si è messo anche lo sciopero di 4 ore del trasporto pubblico. Una protesta nazionale, a cui ha aderito, secondo i sindacati, «più del 95 per cento del personale della Gtm e dell'Arpa» e che ha creato moltissimi disagi. Alle fermate dei bus si contavano decine di utenti poco informati e, una volta terminato lo sciopero, in tanti hanno dovuto aspettare anche più di mezz'ora che arrivasse l'autobus atteso. Inoltre, il presidio dei sindacati davanti alla Regione ha gettato nel caos anche il traffico di viale Bovio. «La situazione nazionale è critica - hanno dichiarato i manifestanti - e in Abruzzo alcune aziende sono al collasso. La polveriera sta per esplodere».

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