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Data: 18/12/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Bologna vietata alla Sangritana interrogazione di Tancredi. Il parlamentare: la società può avere un ruolo complementare a Trenitalia.

Le darò pieno sostegno per raggiungere l’hub più importante del centro Italia

LANCIANO Un’interrogazione parlamentare sullo stop di Rfi all’ingresso nella stazione di Bologna centrale ai treni della Sangritana. La presenterà il deputato Paolo Tancredi (Nuovo centrodestra), che ha fatto visita all’azienda di trasporto regionale. «Sangritana può avere un ruolo complementare a Trenitalia, avrà il mio pieno sostegno per raggiungere l’hub più importante del centro Italia», ha detto Tancredi, che ha visitato la stazione di Saletti, in Val di Sangro. «A distanza di qualche anno dalla mia prima visita istituzionale, ho potuto constatare l’enorme lavoro che è stato svolto», ha dichiarato il parlamentarese Ncd, «molti obiettivi sono stati raggiunti, mentre nuovi cantieri sono stati avviati. Ho potuto constatare un progresso notevole per quanto attiene l’asset del trasporto merci. Nella stazione di Saletti, in Val di Sangro, ogni giorno Sangritana svolge un lavoro di estrema importanza per Sevel e per il suo indotto. Una realtà, questa, che potrebbe diventare una piastra logistica intermodale». I numeri supportano questa ipotesi. «Abbiamo movimentato 44 mila carri l’anno sul raccordo ferroviario tra le stazioni di Fossacesia-Torino di Sangro e Saletti», ha precisato il presidente dell’azienda, Pasquale Di Nardo, «realizzando nell’arco del 2013 circa 1.600 treni completi, di cui 340 sono stati trasportati con personale e treni Sangritana. Fino a sei mesi fa il nostro trasporto era solo in uscita dai cancelli della Sevel, con il trasporto dei Ducato prodotti in Val di Sangro e diretti in Francia. Ora, giornalmente si registrano in entrata 15 carri che trasportano materiale sfuso destinato alle aziende dell’indotto Sevel». In merito al trasporto passeggeri, poi, Di Nardo ha ribadito come «lungo la dorsale adriatica, dalla Puglia alle Marche, esiste un gap ferroviario. Noi ci candidiamo a colmare questo vuoto, offrendo un servizio che altri non vogliono o non possono dare. Non vogliamo sostituirci ad altre imprese ferroviarie».

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