ROMA Il governo non esclude di chiedere il voto di fiducia sulla legge di stabilità. Una decisione che potrebbe essere assunta anche all’ultimo momento perché già oggi nell’aula della Camera comincerà l’esame del ddl. Scoppia anche la grana della web-tax, approvata venerdì su emendamento del Pd, che il segretario democratico Renzi chiede di eliminare rinviando a «dopo una riflessione sistematica nel semestre europeo». Guardano alle decisioni concrete del ddl le parti sociali. Il presidente di Confindustria Squinzi esprime un certo pessimismo, così anche Susanna Camusso non si fa soverchie illusioni, dopo il vertice unitario con Letta, che il governo voglia realmente abbassare le tasse sul lavoro. La commissione Bilancio della Camera ha comunque approvato l’emendamento del governo che istituisce il Fondo per la riduzione della pressione fiscale, il «taglia-cuneo fiscale». Il Fondo verrà alimentato il prossimo anno con i risparmi ottenuti dalla revisione della spesa pubblica «fermo restando il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica» e, per il biennio 2014-2015, dalle entrate derivanti alla lotta all’evasione fiscale. Il taglio del costo del lavoro riguarderà lavoratori dipendenti e imprese e la norma prevede l’individuazione di specifici strumenti di contrasto all’evasione e di razionalizzazione delle spese, unitamente ai nuovi importi delle deduzioni e detrazioni che applicano i datori di lavoro e imprese «in modo da garantire la neutralità degli effetti sui saldi di finanza». L’aliquota massima della Tasi resterà al 2,5 per mille così come deciso dal Senato. L’emendamento riformulato dal governo concede ai Comuni la possibilità di confermare i contratti di accertamento e riscossione per la Tari a chi nel 2013 svolge la gestione dei rifiuti e l’accertamento della riscossione della Tasi, a chi già gestisce gli stessi servizi per l’Imu. Viene inoltre spostato al 24 gennaio, dal 16, il termine per il versamento della mini-Imu. Via libera anche alla sanatoria dei contenziosi sui canoni per l’utilizzo dei beni demaniali marittimi con il riordino della normativa sulle concessioni demaniali. Il contrastato emendamento prevede che si possa pagare in un’unica soluzione il 30 per cento delle somme dovute all’erario, o rateizzare fino a un massimo di 6 tranche annuali un importo pari al 60%. Confermato l’emendamento che salvaguardia altri 17 mila esodati (oltre ai 6mila già previsti). Per il nuovo intervento sono stati stanziati 950 milioni tra il 2014 e il 2020. Con questo provvedimento, il terzo, spiega il viceministro Stefano Fassina «si arriva a salvaguardare sino a 30mila persone» pur essendo il numero di esodati notevolmente più elevato. Tra gli altri emendamenti approvati, la semplificazione dell’iter autorizzativo per la costruzione di nuovi impianti sportivi o il loro ammodernamento, «con l’esclusione della realizzazione di nuovi complessi residenziali». Letta dovrà anche fare i conti col segretario del suo partito sulla tassa ai colossi della rete. Matteo Renzi chiede al governo «di eliminare ogni riferimento alla web-tax e porre il tema dopo una riflessione sistematica nel semestre europeo». Per Renzi «è giusto evitare l’elusione da parte delle grandi piattaforme informatiche» ma questo «non lo si risolve con una battaglia di principio che fa l’Italia». Il ministro Zanonato poche ore prima aveva però ricordato la giungla di società estere che utilizzano lavoratori con contratti non nazionali e che vendono prodotti per milioni di euro: la web-tax «non è una tassa per entrare in internet ma le aziende che vendono un prodotto su internet devono essere messe nelle stesse condizioni delle altre».