Pronta la delibera di riforma Il 18 vertice con i funzionari Poi si passerà alla seconda fase
L'AQUILA. Circa un milione di euro. E' questo il risparmio che la Regione Abruzzo potrebbe portare nelle sue casse con la soppressione dei 29 organismi regionali e con l'abolizione delle indennità in altri 60, previsto dalla prima parte della riforma degli enti allo studio della giunta. La stima è stata fatta dai tecnici della segreteria generale della Presidenza della Giunta regionale, gli stessi che hanno portato avanti il censimento che ha fatto venire a galla un sottobosco di 89 enti regionali, tra comitati, commissioni e consulte. Ma sull'entità del risparmio le opposizioni non sembrano convinte.
Il consigliere di An Fabrizio Di Stefano parla di 150 mila euro bollando così l'iniziativa: «Molto rumore per nulla». Ma il lavoro di ricerca degli uffici è già ultimato e la delibera che "ordina" la cancellazione dei 29 enti regionali e che abolisce le indennità negli altri prevedendo per gli esperti esterni il solo gettone di 50 euro per ogni presenza e un controllo più puntuale dell'attività, è praticamente pronta. L'ultimo passaggio è fissato per il 18 aprile prossimo: in quella occasione il segretario generale della Presidenza della Giunta, Lamberto Quarta, incontrerà i direttori da cui dipendono i 29 organismi in odore di taglio, che dovranno dire se il provvedimento provocherà problemi amministrativi. Nella proposta di delibera è previsto che saranno proprio i dirigenti e i dipendenti regionali ad ereditare le competenze delle commissioni cancellate. In riferimento alle scadenze ipotizzate per l'approvazione in Giunta, sembra confermato il termine della fine del mese di aprile: l'esecutivo, in via informale, ha già esaminato la delicata questione, trovando un sostanziale accordo. Ma l'opposizione attacca: «Se questo è il vessillo della campagna moralizzatrice del centro sinistra è una penosa bandiera a brandelli», dice Di Stefano. «Nel caso in cui Del Turco fosse disposto ad accettare consigli, gli suggeriamo due mosse che gli consentirebbero di fare più bella figura con uno sforzo minimo: la prima licenziare il suo braccio destro Lamberto Quarta che, tra stipendio, indennità ed auto blu, costa molto più dei comitati che intende eliminare, la seconda bloccare le procedure in atto per il conferimento di quindici co.co.co. che, solo nei primi mesi di quest'anno, la direzione Ambiente ha bandito, per un totale di 450 mila euro, pari a ben tre volte la "grande rivoluzione" che la giunta vuol mettere in atto».
Per il capogruppo di An, Alfredo Castiglione, «la montagna ha partorito il topolino. Questa verifica è la più colossale presa in giro della gestione Del Turco, un'operazione fumosa per nascondere privilegi, regalie e sperperi della sua giunta».
Secondo Castiglione, Del Turco «dimentica o finge di dimenticare impegni da lui assunti come la riduzione del numero di Asl, Enti d'Ambito, Ater, Consorzi industriali, Consorzi di bonifica, società di trasporto». Pur sostenendo che va nella giusta direzione l'annunciato "disboscamento" degli Enti regionali il capogruppo dell'Italia dei Valori, Bruno Evangelista, sostiene che si deve fare di più. «L'esecutivo deve intervenire con ulteriori tagli di enti e Cda non fondamentali per il corretto funzionamento della macchina amministrativa. Un esempio per tutti è la riforma del sistema idrico integrato che oltre alla riduzione del proprio numero deve contemplare l'incompatibilità per gli enti d'ambito a percepire indennità aggiuntive da parte degli amministratori dei comuni interessati».