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Pescara, 09/05/2026
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Data: 14/04/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Scambi ferroviari bloccati in due stazioni. Stop a Pescina e Bugnara. La Filt Cgil insorge: treni più lenti sulla linea

AVEZZANO. Procede inarrestabile il piano di razionalizzazione della linea ferroviaria Avezzano-Roma. Ieri, sono iniziati i lavori di "immobilizzazione degli scambi" nelle stazioni di Pescina e di Bugnara. «Anticamera della chiusura delle due strutture» protesta la Filt-Cgil. Per Gaetano Iacobucci il provvedimento di Rfi «creerà anche notevoli ripercussioni sulla circolazione dell'intera linea».
«Nonostante i ripetuti allarmi lanciati dal sindacato» dice Iacobucci «in questi mesi, tra l'indifferenza generale, il piano di razionalizzazione della Avezzano-Roma va avanti. Ieri, infatti, sono cominciati i lavori di "immobilizzazione degli scambi" nelle stazioni di Pescina e Bugnara, che sono la premessa per la successiva chiusura. Il tutto in ottemperanza al cosiddetto piano Right Sizing, un nome che ben sintetizza il suo spirito, razionalizzare per abbattere i costi. Meno stazioni» tiene a precisare il sindacalista «significano meno scambi e meno possibilità di incroci e quindi meno capienza della linea con gravi ripercussioni alla circolazione treni. Un piano quindi» aggiunge «che non porta benefici agli utenti, ma li penalizza aumentando, di fatto, la percorrenza dei treni. Tutto questo mentre si parla di nuova attenzione alla linea ferroviaria e alle sue reali possibilità d'ammodernamento». Per iacobucci la linea Roma-Pescara ha bisogno di investimenti con tecnologie avanzate che ne permettano la gestione, ottimizzando i costi. «Tali tecnologie (Ctc) sono tra l'altro già presenti sulla tratta Sulmona-Pescara e danno ottimi risultati. «Pescina e Bugnara» prosegue «sono le prime. In lista anche Cocullo, Anversa, Goriano, Cerchio e Scurcola Marsicana dopodiché si tornerà di nuovo al 1888 anno della inaugurazione della linea. Non è certo questa la risposta ai problemi che i cittadini si aspettano». Poi la stoccata finale: «Ho lasciato per ultimo, non per importanza, il problema del lavoro e dei lavoratori che pure esiste, e che per le tecnologie immesse saranno soggetti a cambiamenti e riqualificazioni, e comunque a riduzioni, che dovremmo man mano governare». Per bloccare il piano e «promuovere un investimento vero» la Filt-Cgil chiede l'intervento urgente dell'assessore regioanle ai Trasporti, Tommaso Ginoble.

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