L'AQUILA. Tra qualche giorno consiglieri regionali ed assessori incasseranno la quarta mensilità con l'aumento delle indennità scattata per effetto di una legge nazionale. Tutto ciò senza che ci sia un percorso ufficiale, concreto e condiviso per il varo di una norma, annunciata trasversalmente da mesi, per neutralizzare l'aumento degli emolumenti.
A sentire le dichiarazioni di esponenti della maggioranza di centrosinistra e della opposizione di centrodestra il giorno della verità dovrebbe esserci domani: per quella data è infatti in programma una riunione della commissione Bilancio, chiamata ad esaminare due ipotesi di riduzione delle indennità presentate da tempo, la cui discussione nelle sedute precedenti è stata puntualmente rinviata.
Per la verità, nella riunione di domani, i disegni di legge potrebbero essere anche tre: ai due ddl presentati dal consigliere dell'Italia dei Valori Alfonso Mascitelli, e firmato dal consigliere regionale dei Ds, Gianni Melilla, e dal gruppo di An, potrebbe aggiungersi l'ultima proposta arrivata, quella del consigliere regionale e segretario regionale dei Ds, Stefania Mistioni. Su questa istanza bisogna usare il condizionale perché non è certo che siano trascorsi i tempi tecnici per l'iscrizione all'ordine del giorno della commissione. Comunque sia e soprattutto in considerazione dei numerosi annunci rimasti sulla carta, consiglieri di maggioranza e di opposizione hanno margini ridotti per un ulteriore rinvio della decisione.
Almeno stando alle intenzioni, si mira ad individuare un percorso comune che aggreghi quanti piu' inquilini di palazzo dell'Emiciclo possibile.
Ma a tale proposito, non si sa a che punto è il confronto e soprattutto se c'è stato come preannunciato- un approfondimento tecnico sull'iter amministrativo da adottare.
L'aumento è scattato dal gennaio 2006: è stato però corrisposto solo nei primi tre mesi del 2007. Il pagamento degli arretrati dell'anno scorso non è stato ancora saldato per problemi di bilancio.
Il Consiglio regionale, essendo una somma non essa in bilancio perché maturata a bilancio regionale già approvato, deve chiedere alla Giunta circa 450mila euro. Le indennità, in seguito all'aumento, sono passate da 7.274,08 euro lordi mensili a 7.607,37 euro.
Molti dei consiglieri si sono detti favorevoli all'abolizione dell'aumento quando hanno scoperto che la somma netta a cui dovranno rinunciare è di poco più di 50 euro.