PESCARA Si incontrano e si parlano su Facebook le due donne che hanno monopolizzato l’informazione regionale delle ultime settimane: Letizia Marinelli, Consigliera di parità della Regione Abruzzo, al centro della vicenda della “camera 114 dell’Hotel Sole” di Roma pagata dal governatore Gianni Chiodi, e Lucia Zingariello, la segretaria dell’ex assessore Luigi De Fanis, indagata nell’inchiesta legata ai fondi regionali alla cultura. L’occasione è il compleanno della Marinelli che la donna festeggia pubblicamente con un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook. Una settantina i messaggi di auguri e di commento (c’è spazio anche per qualche «vergogna!»). La Marinelli ringrazia chi le è «stato vicino», in particolare le maestre che «stanno creando una barriera di protezione per i miei figli», promette di «voler chiarire tutto» ma «a tempo debito». Annuncia future interviste. Solidarizza persino con i giornalisti, ma solo con quelli «che svolgono il loro lavoro con professionalità e con il rispetto del codice deontologico» e non alimentano la macchina del fango. E tra i molti messaggi di auguri ne compare uno di Lucia Zingariello, molto attiva in questi giorni su Facebook a commentare i passaggi della Rimborsopoli (a Chiodi in particolare ha rimproverato il silenzio sulla sua vicenda): «Io posso capire cosa si prova», scrive la Zingariello, commentando le parole della Marinelli, «visto che prima di lei hanno massacrato gratuitamente anche me. Ma verrà sicuramente il giorno in cui potremo parlare e raccontare la nostra versione». Il suo messaggio viene intercettato da un certo Adelmo che invita la Zingariello a non paragonare le due storie «siamo lontano anni luce», scrive (commento che la Marinelli approva con un “mi piace”). La Zingariello ne conviene ma con una precisazione: «Ha proprio ragione signor Adelmo, sotto certi versi sono due storie lontane ma paragonabili solo perché siamo donne e viviamo in un paese sessuofobo». La Marinelli evita prudentemente di rispondere direttamente alla Zingariello e conclude così la sua lunga corrispondenza domenicale: «Sono caduta e rialzata tante volte ed ogni volta sono rinata più forte di prima. Anche questa volta sarà così».
Le dame della Regione e la solidarietà femminile
Mentre oggi riprendono, davanti ai magistrati di Pescara, gli interrogatori ai consiglieri regionali per la Rimborsopoli (oggi è il turno, fra gli altri, del presidente Nazario Pagano), le due abruzzesi attualmente più famose in Italia si incontrano in quella piazza un po’ autistica che è Facebook. Chi sono? Lucia Zingariello e Letizia Marinelli. La prima è la segretaria dell’ex assessore Luigi De Fanis ed è con lui indagata per una storia di soldi e (forse) amore. La seconda è la donna ospitata dal governatore Gianni Chiodi nella stanza 114 dell’Hotel Sole di Roma e poi nominata dal governo consigliere per le pari opportunità della Regione Abruzzo. Ieri Letizia compiva gli anni e sulla sua bacheca di Facebook, fra i tanti messaggi di auguri, è comparso anche un post di Lucia. Un messaggio di solidarietà. «Io posso capire cosa si prova», scrive Lucia, «visto che prima di lei hanno massacrato gratuitamente anche me. Ma verrà sicuramente il giorno in cui potremo parlare e raccontare la nostra versione». Letizia non le risponde ma si limita a una considerazione che dovrebbe mettere in guardia chi pensi che la sua storia sia bella e conclusa: «Sono caduta e rialzata tante volte ed ogni volta sono rinata più forte di prima. Anche questa volta sarà così». Sembra marcare, Letizia, una distanza fra il suo caso è quello della segretaria di De Fanis. A quanto pare, le pari opportunità – il suo core business – non si coniugano con la solidarietà femminile nemmeno nella sventura che di solito accomuna più che separare. Sarà per un’altra volta. Forse.