Il centrodestra dà battaglia sull'affidamento dei parcheggi della Ztl: «Il privato gestirà 4000 posti auto e non i 600 previsti nel bando di gara»
PESCARA. Minacce fisiche, richieste di intervento della magistratura penale, imbarazzanti fughe dall'aula. Succede di tutto durante il consiglio comunale che avrebbe dovuto fare chiarezza sul bando per la sistemazione delle aree di risulta della stazione. Con il sindaco Luciano D'Alfonso che al culmine dell'intervento del senatore Andrea Pastore interrompe l'appassionata arringa del notabile di Forza Italia così: «Qui ci vorrebbe uno schiaffo al tuo bel faccione». Reazioni indignate dai banchi del centrodestra, sorpresa e parole di condanna per l'irrituale comportamento del sindaco. Poi si torna al sodo: la questione del numero dei parcheggi pubblici che la Toto spa, aggiudicataria dell'appalto, gestirà per i prossimi 29 anni.
Il nervo scoperto sollevato dal centrodestra è questo. Ma non è una novità, perché da giorni il consigliere dell'Udc Carlo Masci, An e Forza Italia, inondano le redazioni dei giornali calcolando in 4.000 - e non in 1.000 più 600 come scritto sul bando del Comune - i posti auto in Ztl con relativi accessi che la Toto spa gestirà per i prossimi 29 anni. Nessuno aveva invece previsto la mossa a sorpresa del deputato e consigliere comunale dell'Italia dei Valori, Carlo Costantini. E' stato infatti l'esponente della maggioranza a dare un assist insperato alle opposizioni e a gelare il sindaco con la presentazione di un ordine del giorno che invitava la giunta «ad accertarsi che per la Ztl l'unico introito consentito all'impresa sarà quello derivante dalla gestione economico-funzionale di accesso e gestione dei parcheggi limitatamente a 600 posti auto, mentre tutti gli altri introiti derivanti dalla Ztl resteranno di competenza esclusiva dell'Amministrazione comunale».
IL GIALLO DEI PARCHEGGI. In realtà nel bando di gara si parla di 600 posti auto riservati ai visitatori e di ulteriori 3.400 posti auto riservati ai possessori di un permesso di accesso e sosta in Ztl, con un limite temporale per la sosta di 3 ore. La stessa Toto spa, nel suo piano economico presentato al Comune al momento dell'offerta, parla di 4.000 posto auto in Ztl da gestire durante la concessione trentennale, anche se tra questi, a detta dell'assessore al traffico Armando Mancini, vanno inclusi i circa 2.500 permessi gratuiti dei residenti (più abbonamento per la seconda auto) e quelli riservati alle varie categorie speciali: medici, enti pubblici, disabili, alberghi, eccetera. Né il sindaco D'Alfonso, né il resto della maggioranza, hanno ritenuto di dover votare l'ordine del giorno di Costantini, che ha invece aperto un'autostrada alle opposizioni. Il voto sul documento: 14 sì, 18 no e 2 astenuti, non è servito a fermare l'aggiudicazione del bando di gara, ma ha consentito comunque al centrodestra di dare ancora più forza ai propri sospetti: «Pescara si trova a un bivio», aveva detto un minuto prima Carlo Masci, «la città rischia una catastrofe, di svuotarsi per un regalo ad un privato: lui ci dà un parco e una biblioteca del valore di 15 milioni di euro, e in cambio ottiene la gestione dei parcheggi in città per i prossimi 29 anni, incassando 380 milioni di euro. Dov'è», incalza Masci, «il rischio d'impresa?».
LO SCONTRO. Augusto Di Luzio, capogruppo di An, invita il sindaco e la sua maggioranza a «soprassedere e riflettere su una operazione che rappresenta un vero saccheggio per la città, una iattura per le future generazioni». Il senatore Andrea Pastore è ancora più esplicito: «Siamo di fronte a situazioni che, senza risposte precise, devono sollevare il sospetto di tutti. Una volta» incalza il senatore «c'erano i Coreco, che a dire il vero non ho mai rimpianto, e una procura che non faceva cadere una foglia senza intervenire». Anche se è strano sentirlo dire da Pastore che fu uno dei maggiori oppositori di Enrico Di Nicola, oggi procuratore capo a Bologna, quando reggeva le sorti della giustizia in città. Il senatore invita poi il segretario generale del Comune a spedire il resoconto completo della seduta del consiglio alla magistratura. Poi si becca la rabbiosa replica di D'Alfonso quando sostiene che il sindaco ha presieduto la commissione del bando per le aree di risulta. Ed è qui che arriva la frase più pesante: «Meriteresti uno schiaffo sul tuo bel faccione». Pastore reagisce indignato. Lo stesso fanno un minuto dopo il compagno di partito Nazario Pagano e gli altri consiglieri del centrodestra «per le incredibili frasi e la indegna minaccia pronunciata dal sindaco D'Alfonso, in pieno consiglio comunale».
D'ALFONSO REPLICA. Assalito anche lui da qualche "dubbio" il consigliere e deputato di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, chiede senza ottenerlo un rinvio di dieci giorni del consiglio comunale e della firma della convenzione con la Toto spa per «studiare più a fondo le carte». Poi, prima del voto sull'ordine del giorno di Costantini, abbandona i banchi dell'aula assieme a Viola Arcuri. Il sindaco D'Alfonso ottiene invece una sospensione della seduta di «dieci minuti». Raduna i suoi nella Sala San Cetteo ma rientra in aula dopo un'ora abbondante di discussione, mentre sui banchi del centrodestra si rumoreggia. Il sindaco giustifica poi la sua dura replica a Pastore (che minaccia querela) così: «Quando si affermano certe falsità, come quella che il sindaco ha presieduto la commissione per l'aggiudicazione del bando di gara, ci stanno anche certe reazioni. E poi quel precedente lontano, quando l'ex ministro e segretario del Psi, Giacomo Mancini, davanti all'affermazione del sindaco di Platì che chiedeva "perché hai fatto passare quello svincolo dell'autostrada sul tuo terreno?" replicava così all'amministratore calabrese: "meriteresti un pugno in un occhio"». Niente di irregolare, per D'Alfonso, nel bando di gara aggiudicato dalla Toto spa: «E' il mercato che ha scelto questa impresa, non il Comune, e questo è il migliore progetto possibile sul piano della convenienza per la città». Il sindaco difende anche il suo ex dirigente Giampiero Leombroni, oggi alle dipendenze della Toto spa, anche lui finito nel mirino di Pastore: «Ha lavorato solo al primo bando, quello poi annullato, mentre il secondo è opera della struttura interna del Comune. Parliamo di un ottimo dirigente richiesto da molte società».
Ora si parte e di mezzo non c'è solo la gestione delle Ztl, ma la realizzazione dei box interrati nelle aree di risulta, un parco di 80.000 metri quadri, una biblioteca, un teatro (promesso dalla Fondazione PescarAbruzzo). Salvo sorprese.