La congestione stradale in Europa ci costa circa 120 miliardi di euro. La stima dell'Unione Europea è emersa in occasione dell'European Mobility Forum, promosso da Camera di commercio di Torino, Fondazione Torino Wireless e Idc l'11 e il 12 aprile scorso. Secondo gli esperti, l'urgenza di un sistematico intervento nella mobilità europea si ricava da alcuni dati: i costi europei derivanti dalla congestione stradale sono stimati in circa 120 miliardi di euro, pari al 2% del prodotto interno lordo; i cittadini europei passano in media un'ora al giorno sulle strade, il 30% di questo tempo è dovuto a intasamenti del traffico; sulle strade europee ogni anno ci sono 48 mila incidenti mortali e 1 milione e 700 mila feriti; i costi sociali europei degli incidenti sono valutati in circa 15 miliardi di euro per le spese mediche e in 30 miliardi di euro per perdita di prodotto interno lordo. Insomma, inquinamento, congestione stradale e incidenti sono solo alcune conseguenze dei sistemi di trasporto urbano odierni, inefficienti e non sostenibili in Europa. Nei nuovi Stati membri la situazione è resa ancor più grave dal rapido aumento del numero di autovetture private, dall'infrastruttura obsoleta e dalla scarsità di finanziamenti pubblici. E in Italia non va meglio. Secondo l'ultima indagine "Ambiente Italia 2007", rapporto annuale di Legambiente sullo stato di salute del Paese, ci si sposta sempre più a motore: mediamente ogni abitante fa 15.000 chilometri l'anno (+31% rispetto alla media europea e addirittura +60% rispetto alla Germania), e l'automobile copre circa l'82% del trasporto terrestre. Ci sono poi 60 macchine ogni 100 abitanti, 10 in più rispetto al resto d'Europa. E questo si traduce in livelli record di polveri sottili e una elevata incidentalità stradale (93 morti per milione di abitanti, due in più rispetto alla media Ue). Per risolvere il problema della mobilità urbana una recente indagine realizzata nell'ambito del progetto europeo Eurforum, che analizza lo stato dell'arte della mobilità in Europa, indica la necessità di condurre, in vari settori fondamentali, attività di ricerca le cui priorità siano le seguenti: definire norme per la raccolta e l'analisi di dati relativi al trasporto urbano per consentire un confronto tra le città e monitorare le strategie messe in atto localmente; sviluppare un sistema affidabile, equo e intermodale di finanziamento del settore dei trasporti e di manutenzione delle infrastrutture connesse; progettare veicoli più puliti e più efficienti sotto il profilo dei costi, sviluppare concetti tecnologicamente standardizzati per il trasporto urbano di merci e per soluzioni relative al trasferimento e al trasporto intermodale; e infine comprendere gli effetti delle strategie per l'informazione e la mobilità basate su modelli di comportamento umano.