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Data: 26/04/2007
Testata giornalistica: Il Messaggero
Un 25 aprile senza il suo eroe. Documentario su Troilo a Gessopalena. Cerimonie in tutta la provincia

E' un 25 aprile nel segno e nel nome di Domenico Troilo, il vice comandante della Brigata Majella scomparso un mese fa, quello che si è celebrato in provincia di Chieti. Appuntamenti disseminati sul territorio, dal capoluogo a Lanciano, da Vasto a Ortona, dal Sacrario di Taranta Peligna a Gessopalena, la terra di Troilo, dove per ricordarlo ieri sera è stato proiettato il documentario "Il comandante racconta" realizzato da Raitre Abruzzo.
A Chieti la cerimonia organizzata dalla Provincia quest'anno ha preso il via un'ora più tardi rispetto al passato: ma ciò non ha favorito la partecipazione popolare. Non ci sono stati giovani, non si vedono gli studenti. Ci si è ritrovati in largo Cavallerizza, il picchetto militare a rendere gli onori. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Provincia Tommaso Coletti, il sindaco Francesco Ricci, il prefetto Aldo Vaccaro, il questore Giuseppe Fiore, i consiglieri regionali Antonella Bosco e Bruno Di Paolo, i rappresentanti dell'Istituto nazionale del nastro azzurro, dell'Associazione nazionale granatieri di Sardegna con in testa il presidente regionale Giovanni Scalpelli, quelli dell'Associazione Arma Aeronautica. Due le corone di alloro che sono state deposte ai piedi del monumento alla Resistenza. Quindi il corteo si è mosso alla volta di largo Martiri della Libertà dove altre due corone sono state poste ai piedi della lapide che ricorda tutti coloro che sono morti durante la Resistenza e dove Coletti e Ricci hanno rivolto un breve saluto ai presenti. Coletti nel suo discorso ha ricordato che la celebrazione quest'anno è in memoria e a ricordo di Troilo, invitando tutti i cittadini a ricordare quanti hanno perso la vita «per conquistare pace, democrazia e libertà, il sacrificio dei molti che hanno lottato per la pace, il sangue versato, tanto, in provincia di Chieti, i tanti caduti nella guerra e nella Resistenza. Siamo grati - ha sottolineato Coletti - a quelli che oggi ci consentono di vivere in pace e in serenità. Troilo nonostante le gesta eroiche - ha concluso - era un uomo di pace e auspichiamo che nel mondo dappertutto si raggiunga la pace».
Ricci nel prendere la parola ha salutato Giorgio Luciani, uno dei pochi sopravvissuti della Brigata Majella sottolineando che la memoria deve rimanere incarnata nel dna di ognuno e che, come corridori «anche noi dobbiamo passare ai giovani, perchè lo custodiscano, il testimone della pace». Il prefetto, Aldo Vaccaro, non ha parlato durante cerimonia perché una direttiva ministeriale dispone la partecipazione di prefetti alle celebrazioni ma non i discorsi. Lo ha fatto solo, molto brevemente, a cerimonia conclusa per evidenziare «che il ricordo dei morti non deve essere limitato alla ricorrenza e che tutti i giorni dobbiamo ricordarci di coloro ai quali dobbiamo la nostra libertà in tutte le sue forme». Il corteo si è mosso quindi alla volta della Villa, monumento ai caduti, dove non si è tenuta la cerimonia di alzabandiera, quindi tutti al polo tecnico della Provincia dove una lapide ricorda i partigiani prima imprigionati e poi fucilati l'11 febbario del '44. E dove, forse per un disguido, non è stata deposta alcuna corona a ricordare quel sacrificio. Infine una novità editoriale: il collega Mario D'Alessandro ha appena pubblicato il volumetto "Dimenticati eroi teatini" - memoria in ottava rima della Resistenza cittadina 1943-44 per il futuro della democrazia a Chieti e in Italia.

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