ROMA - Dopo il via libera alle nozze tra Autostrade e Abertis, da entrambi i cda delle due societa', l'annunciata fusione italo-spagnola resta al centro delle polemiche. Il nascituro governo dovra' affrontare il caso autostrade: ''Ci sono altri problemi che non riguardano quelli interni al CdA'' ha detto Romano Prodi aggiungendo di non voler commentare le decisioni interne a un'azienda. I riflettori tornano ad accendersi quindi sui possibili spazi di revoca della concessione. ''Se ci sono elementi ostativi al contratto li faremo presenti in maniera molto autorevole - ha detto il presidente dell'Anas, Vincenzo Pozzi - e in funzione del grado, della gravita', anche la revoca della concessione e' una delle possibili armi che abbiamo e che potremmo mettere in campo''. Pozzi, al termine di un'audizione davanti all'Autorita' di vigilanza sui lavori pubblici, ha espresso preoccupazione su termini e contorni delle nozze italo-spagnole che daranno vita al gigante delle autostrade europee. La posizione di Vito Gamberale a cui ieri il Cda di Autostrade ha revocato le deleghe, secondo Pozzi, ''induce un doppio grado di preoccupazione. Gamberale, che era a conoscenza dell'operazione avendola avallata, poi l'ha analizzata criticamente e ha percepito pericoli per il sistema Italia. Se e' preoccupato lui, il mio grado di preoccupazione e' ancora maggiore''. Entro maggio, ha aggiunto Pozzi, il Comitato dei saggi dovrebbe esprimere i pareri richiesti dall'Anas. Le parole pronunciate da Prodi rafforzano l'idea che il prossimo governo voglia svolgere un attento esame su contenuti e termini della concessione e voglia vedere chiaro anche sui ritardi negli investimenti. Sui ''fortissimi ritardi'' che presenta il piano di investimenti del gruppo Autostrade, si e' pronunciato intanto lo stesso presidente dell'Authority, Alfonso Maria Rossi Brigante, quantificando tali ritardi in ''3-4 miliardi di euro''. Entro il mese di giugno, Brigante conta di completare un'indagine, gia' iniziata nel 2005, che sara' consegnata al nuovo Parlamento, ''per permettere agli organi competenti di valutare se siano stati rispettati completamente gli obblighi previsti in capo al concessionario, ai fini delle conseguenti determinazioni''. Circa l'eventualita' che il parere possa contenere la necessita' di revoca della concessione, di cui beneficia Autostrade , ''potrebbe esserci scritto anche questo, anche se l'Autorita' di vigilanza non ha questo tipo di competenze'', ha risposto Rossi Brigante il quale ha intanto chiesto all'Anas una serie di documenti, compresa la stessa relazione letta dall'ex ad Gamberale al consiglio di amministrazione di ieri. L'Autorita', ha inoltre aggiunto, sta verificando se le cause dei ritardi, le quali secondo Aiscat, Autostrade e Anas sono da ricondurre a ostacoli di tipo autorizzativo e burocratico, ''siano effettivamente tali da giustificarli''. Il presidente dell'Autorita' ha poi osservato che la convenzione tra Autostrade e Anas prevede tuttavia la possibilita' che si possano modulare e attivare investimenti portandone avanti di alternativi nel caso di ostacoli o ritardi per quelli gia' in corso. A chiedere di rendere pubbliche le obiezioni di Gamberale, che aumentano le preoccupazioni anche tra gli stessi sindacati in attesa di una nuova convocazione, e' il senatore della Margherita Luigi Zanda. ''Sta venendo alla luce un problema di interesse pubblico'' evidenzia Paolo Brutti, senatore Ds: ''se realmente la societa' concessionaria, per effetto della fusione, si trovasse molto al di la' delle condizioni rispetto alla firma della concessione iniziale, subentra la difesa dell'interesse pubblico, non piu' privato''. ''L'Anas deve fare il suo mestiere perche' la regolamentazione delle tariffe non deve essere uno strumento per rendere facili gli utili'', osserva a sua volta il parlamentare dell'Udc, Bruno Tabacci. Una dura critica all' operazione arriva anche da Forza Italia: ''La famiglia Benetton, attraverso il meccanismo delle privatizzazioni, ha acquisito a prezzi molto ridotti, grazie alle privatizzazioni all'italiana, un servizio in una situazione di monopolio e poi lo ha venduto agli spagnoli a prezzi molto elevati. Un'abile operazione di cassa, piu' che un'operazione industriale'', secondo Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore azzurro. I sindacati pongono un problema di conflitto di interesse, per la presenza nella nuova governance di Abertis, di un gruppo di costruzioni come Acs, ''mentre con la privatizzazione di Autostrade nel '98 il patto di concessione escludeva la presenza di costruttori tra gli azionisti, proprio per non creare conflitti di interessi. In questo modo - dicono - si viola quale patto''