È alta tensione tra i sindacati e Renzi. Il premier ha detto chiaro e tondo che intende archiviare la politica della concertazione per tenersi le mani libere su tutte le decisioni. L’insofferenza di Renzi è rivolta soprattutto alla Cgil che sente come una palla al piede da cui vuole scrollarsi. E stando alle dichiarazioni che arrivano anche dal suo partito, il Pd, o almeno una parte di esso, è ben contento di recidere il cordone ombelicale con la Cgil.
Il segretario generale del maggiore sindacato italiano, Susanna Camusso, però non ci sta ad essere snobbata e ieri ha contrattaccato accusando Renzi di «essere disattento a coloro che hanno pagato un prezzo altissimo durante la crisi». Al premier la sindacalista chiede «risposte concrete» e fornisce la sua ricetta: «Per realizzare una vera diminuzione della pressione fiscale - dice - è necessario operare sulle detrazioni ed evitare provvedimenti a pioggia». Poi sulle ipotesi se tagliare l’Irap o l’Irpef ironizza: «Capisco che Renzi abbia una visione calcistica ma il mondo non è fatto di derby». E poi: «Parla per titoli ma cos’è il job act?»
Toni più pacati ma non meno risentiti dal segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni. «Renzi non spari nel mucchio o addirittura non ingaggi una storia con un'organizzazione come la Cgil perché sbaglia, al di là delle posizioni che ciascuno può avere. Un presidente del Consiglio dovrebbe avere più cautela». Per Bonanni la strada semmai è un’altra. Il premier «sfidi imprenditori e sindacati sulle riforme, a quel punto si vede la differenza». Secondo il leader della Cisl, Renzi «ha abbondato molto in promesse, esattamente come abbonda molto in possibilità di litigi. Deve rispettare i soggetti sociali, altrimenti non saranno rispettato lui e le politiche che fa. Lui fa notare che parla con Landini per fare un dispetto a Camusso. È una vicenda inquietante, perchè con i problemi che abbiamo, più che dividerci dovremmo cooperare tutti».
Dentro il Pd c’è chi critica la Camusso. Davide Faraone, responsabile welfare del Pd, boccia la minaccia di sciopero lanciata dalla sindacalista. «È curioso che, mentre Renzi annuncia il taglio delle tasse e il jobs act, in tutta risposta Camusso minacci lo sciopero generale. Cosa voglia il segretario della Cgil faccio fatica a comprenderlo». Incalza il senatore del Pd Andrea Marcucci che su Twitter ironizza sulla leader sindacale. «Il Governo Renzi si è appena insediato e Camusso è già sul piede di guerra. Nasce così una nuova forma di mobilitazione, quella a prescindere».