PESCARA In una giornata tipo, per percorrere i circa tre chilometri che separano l'università di viale Pindaro dalla stazione centrale, il mezzo di trasporto più veloce ed efficiente è la bicicletta. Oltre ad avere effetti negativi sull’ambiente e ad incidere sul portafogli dei cittadini, l’autobus e l’automobile allungano i tempi degli spostamenti. La sfida, lanciata ieri mattina da Legambiente con il Trofeo Tartaruga, ha mostrato che pedalando dall’ateneo all’area di risulta si arriva in media in 12 minuti, 15 se si paga il biglietto del bus e 23 se invece ci si mette al volante della propria automobile. In concomitanza con la chiusura della sesta tappa della campagna Treno Verde, lanciata da Legambiente e Ferrovie dello Stato con il patrocinio del Ministero dell’ambiente (partner Ecolamp, Renovo, Weber - Saint Gobain) sono stati diffusi alcuni dati sull’inquinamento atmosferico e acustico in città. Durante le ore di monitoraggio itinerante, lunedì scorso dalle 10 alle 15, il livello di polveri sottili presenti nell’aria è risultato al di sotto dei limiti di legge, ma il rumore ha superato la soglia minima, soprattutto durante la notte. I controlli sono stati effettuati dai tecnici del laboratorio mobile qualità dell’aria di Italcertifer, con una centralina installata in via Nicola Fabrizi e con uno strumento portatile in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando i livelli di inquinamento che si “respirano” passeggiando in città. Partendo da via Vespucci fino a viale Bovio, attraversando via Marco Polo, via D’Annunzio e le strade limitrofe, i rilevamenti hanno fatto registrare cinque medie orarie di Pm10, pari 29 microgrammi al metro cubo nella prima ora e 27, 24, 21 e 24 nelle ore successive. Quanto al rumore, è emerso un superamento dei limiti di legge di quasi 10 decibel nel periodo di riferimento notturno in via Nicola Fabrizi, mentre di giorno il superamento è di 1 decibel. «Anche se i valori non sembrano destare preoccupazione», ha spiegato Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, «va mantenuta alta l’attenzione, visto che le centraline dell’Arta Abruzzo, dall'inizio dell’anno ad oggi, hanno già registrato un numero significativo di superamenti dei limiti di polveri sottili rispetto ai 35 giorni concessi dalla normativa». All’incontro sul Treno verde di Legambiente hanno partecipato, oltre a Zampetti, anche Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’aria di Italcertifer, Cesare Spedicato, direttore Trenitalia Abruzzo-Molise, e Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo. Legambiente ha colto l’occasione per lanciare un appello agli amministratori di Regione e Comune, invitandoli ad intervenire in maniera incisiva per promuovere la mobilità sostenibile e la rigenerazione urbana «quali fulcro d’azione per un “Green Deal” dell’Abruzzo per uscire dalla crisi». Una sfida che punta alla riconversione ecologica dell’Abruzzo, riduzione dell’inquinamento, valorizzazione del patrimonio territoriale e creazione di lavoro e nuove opportunità di sviluppo. «Al traffico», ha aggiunto Zampetti, «si risponde troppo spesso con interventi occasionali. I blocchi e le targhe alterne, se portano benefici un giorno, risultano annullati il giorno dopo. La soluzione è possibile, ma richiede coraggio da parte degli amministratori e responsabilità da parte dei cittadini».