PESCARA. Nel 2013 in Abruzzo il totale dei tagli dei servizi su ferro è stato del 21 per cento. A questa cifra si aggiunge il 10 per cento degli investimenti in meno registrati nell’anno precedente. Alla diminuzione dei servizi fa da contraltare un aumento medio delle tariffe dei mezzi pubblici che viaggiano su rotaia, attestato intorno al 25,4 per cento. I numeri sono contenuti nel rapporto “Pendolaria” nel quale Legambiente ha fatto il punto sullo stato di salute del trasporto pubblico locale abruzzese. E’ emerso che la crisi economica e la mancanza di investimenti nel settore della mobilità, oltre che sulla qualità dell’aria respirata, si ripercuotono ogni giorno sui pendolari che la mattina decidono di spostarsi in treno anziché in auto oppure in autobus. In base ai dati contenuti nel documento “Pendolaria” di Legambiente, la crescita del ticket sta danneggiando le circa 23mila persone (di cui quasi 9mila abbonati) che ogni giorno scelgono il treno per effettuare i propri spostamenti. La spesa regionale per le infrastrutture nell’arco dell'ultimo decennio, dal 2003 al 2013, si è concentrata tutta sulle strade: parliamo di 1,45 milioni di euro a fronte di zero euro destinati alle ferrovie. Parte dei fondi Fas destinati alle aree sottoutilizzate sono stati però impegnati per ammodernare le infrastrutture ferroviarie: 16 milioni per la Rete ferroviaria italiane e 12 per la Ferrovia sangritana, con una previsione di finanziamento a partire dal 2016.