PESCARA Mistero Fitto sulla telefonata di Silvio Berlusconi a Gianni Chiodi. Il tanto atteso trillo del telefonino da Arcore è un arcano che scopriremo solo domani sera, in occasione della convention al Massimo di Forza Italia durante la quale saranno annunciate due ricandidature. Quella dello stesso Chiodi alla presidenza della Regione e di Luigi Albore Mascia al Comune di Pescara. Alla «vernice» forzista ci sarà anche Raffaele Fitto, della direzione nazionale, che arriverà per lanciare non solo i due politici abruzzesi ma anche la sua stessa corsa alle Europee. Tutti convocati (e candidati) per giovedì e un Chiodi che non ti aspetti. Ieri il governatore era in piazza Unione, a Pescara, mentre all’Aquila si svolgeva il Consiglio regionale. Fuga il nostro stupore sulla «libera uscita» con un disarmante «Sono qui per un impegno con i Nas, niente di speciale». Tranquillizzati per un attimo, subito dopo Chiodi ci sorprende nuovamente: «Domani vedrete, tirerò fuori una bomba...». Un Chiodi col colpo in canna, non c'è che dire, ma a chi sarà indirizzato, D'Alfonso, la Procura o i nemici interni che vogliono impallinarlo? Mistero Fitto anche qui ed è fatica sprecata scucirgli qualcosa in più. Stavolta è lui a giocare col cronista come il gatto col topo: «Siete curiosi, eh? Un po' di pazienza, giovedì saprete, che fretta c'è?». Ha vinto lui, per ora, ma poi torniamo sull'obiettivo della convention: «È la serata di Forza Italia, non della coalizione, quindi non annunceremo candidature». Stavolta non attacca, anche le pietre sanno che Fitto viene a Pescara per dare l'investitura-bis a lui a Mascia. «Parlerò da candidato quando inizierà la campagna elettorale, non è ancora il momento». Fa parte del gioco, meglio stuzzicarlo sul D'Alfonso-pensiero a proposito di Sanità: «Ho letto che avrei fatto un lavoro da ragioniere anziché badare alla qualità del servizio sanitario. Ma se non mettevo a posto i conti, che il centrosinistra aveva mandato a pallino quando lui era segretario del Pd, come avrei fatto a garantire i livelli essenziali di assistenza? Lasciamo stare. Meglio che D'Alfonso pensi alle vecchie gestioni, quando la sua parte politica, non la mia, ha creato il debito sanitario». D'Alfonso non gli fa perdere il sonno e sfoggia sicurezza da tutti i pori, allora proviamo a gelarlo con le divisioni del centrodestra, ma niente riesce a scalfire l'aplomb del governatore: «Non vedo fratture insanabili, anzi, vedrete che alla fine tutto si aggiusterà. Per quanto mi riguarda parla il partito e non temo colpi di mano». E a Pescara, dove la situazione è più turbolenta? «Ma no, anche a Pescara non ci saranno divisioni di sorta e si troverà la quadratura su un solo candidato». Ma se nessuno fa il passo indietro, uno fra Mascia e Testa dovrà ingoiare il rospo, o no? «Certo, in politica si ingoiano rospi tutti i giorni, e qualcuno dovrà farlo anche al Comune di Pescara». Mistero Fitto pure in questo caso, ma chi lo spiega a Guerino Testa: lui a fare la vittima sacrificale per la seconda volta non ci sta e non ha paura di rischiare il flop andando col solo appoggio del Nuovo centrodestra. Un flash-back sulla telefonata del Cavaliere: piangerà o gioirà il telefonino di Chiodi? Lui scrolla le spalle perché stavolta il mistero non è fitto, tutt'al più è buffo.