PESCARA «Non ho mai avuto una relazione sessuale con l’assessore De Fanis». E ancora: «Il contratto d’amore non esiste, non c’è mai stato, a meno che quattro righe su un post it scritte a mo’ di gioco possano essere scambiate per una cosa seria. I documenti apparsi sui giornali? Non so cosa dire, girano tre versioni di quel foglio con una mia firma apposta lì sotto, con una calligrafia che non è la mia». Lucia Zingariello, l’ex segretaria del già assessore alla Cultura della Regione De Fanis, ha raccontato così la sua verità a Ottoemezzo, la rubrica di Lilli Gruber su La7 sull’inchiesta Vate che ha visto i due accusati di peculato, truffa e concussione. Ma soprattutto protagonisti e presunti firmatari di una scrittura privata con pagamento in contanti per prestazioni sessuali.
«Ho un unico contratto - ha detto la Zingariello al suo debutto - quello che ho firmato con mio marito dieci anni fa quando mi sono sposata. L’assessore si era invaghito di me, aveva una propensione nei miei confronti, forse perchè stavo per andare via». La Zingariello ha difeso a spada tratta la versione per cui lei è una vittima nell’inchiesta Vate. Ma soprattutto ha lanciato durissime accuse agli uomini della Forestale che, per conto della Procura di Pescara, hanno svolto la perquisizione a casa sua a Guardiagrele: «Sono arrivati alle 5.40: sette persone, cinque uomini e due donne in un appartamento di 60 metri quadrati: come se avessi ucciso dieci bambini. Non mi hanno fatto contattare nessuno fino a mezzogiorno e solo alle 17 ho potuto ricevere il mio avvocato. A un certo punto ho chiesto di andare in bagno: alcuni sono stati gentili, altri meno, probabilmente avevano un pregiudizio, mi avevano già condannata. Bene mi hanno perquisita: ho spiegato che dovevo andare in bagno per motivi particolari e, se proprio era necessario, che sarebbe stato meglio essere accompagnata da una donna. Invece in modo gelido mi hanno detto che sarebbe venuto un uomo: faccia poche storie, hanno detto». Da registrare infine che ieri, dopo quattro mesi di arresti domiciliari Luigi De Fanis, è passato dai domiciliari all’obbligo di dimora: il gip ha accolto la richiesta dei suoi legali.
Maurizio Cirillo