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Pescara, 24/03/2026
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Data: 16/03/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sui contratti il governo non cede: «No ai diktat della Camusso». La Cgil insiste: il testo dovrà essere modificato in Parlamento. La replica dei ministri Alfano e Lupi: «Il decreto non si tocca»

ROMA Il governo va per la sua strada sul decreto con le novità su contratti a termine e apprendistato. Nonostante le pressioni e le proteste della Cgil e di una parte della sinistra. Per ora quindi non c’è alcun ripensamento all’interno della squadra di Renzi. Anzi. Il Nuovo centrodestra di Alfano fa sapere che al decreto è legata anche «la tenuta della maggioranza».
Il primo a replicare a muso duro alla Cgil è il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi: «Non accettiamo diktat dalla Camusso: il governo andrà avanti nel dare flessibilità e permettere ai giovani di lavorare». Poco dopo, dal palco torinese della convention Ncd Piemonte, è lo stesso Angelino Alfano a ribadire il concetto: «Quel decreto è stato approvato dal governo e non si torna indietro, non accettiamo diktat dalla Cgil. Abbiamo smontato la parte più odiosa della riforma Fornero e Ncd difenderà quello che ritiene una conquista». Quasi contemporaneamente da Roma, l’ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi (anche lui Ncd) rincara la dose: «Il decreto non si tocca, pena la tenuta della maggioranza». Al limite si possono concedere «aggiustamenti al margine» dice.
Dal canto suo, Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, già l’altro ieri proprio dalle colonne del Messaggero, ha difeso a spada tratta il decreto e risposto al numero uno della Cgil: «La Camusso sbaglia. Con le nuove norme avremo meno precarietà e opportunità sia per i lavoratori che per le aziende». Ricordiamo che il decreto introduce per i contratti a termine la possibilità di 8 proroghe nell’arco dei tre anni senza obbligo di causale .
L’ITER PARLAMENTARE

Uno sbarramento, quindi, senza buchi. Anche perché non tutto il sindacato è contrario. Dice Raffaele Bonanni, leader Cisl: «Sbaglia Camusso a scagliarsi contro i contratti a termine. Questi hanno le stesse garanzie del contratto a tempo indeterminato. E invece bisogna abolire le false partite Iva e aiutare i co.co.pro e i lavoratori in partecipazione che non hanno niente».
Intanto se l’altro giorno la Camusso chiedeva a gran voce «l’abolizione» del decreto, ieri ha aggiustato il tiro: «Proveremo a cambiare il provvedimento in Parlamento, come si fa nella normale attività sindacale e nella dialettica tra le parti». Dalla sua la Cgil si ritrova Sel e una parte del Pd. L’ex ministro Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro di Montecitorio, dice «no al prendere o lasciare» e annuncia che durante l’iter parlamentare chiederà modifiche. In particolare Damiano considera «esagerata» l’acausalità estesa a tre anni e paventa il rischio di «cannibalizzazione» tra contratto a termine e apprendistato. A dare man forte al governo su questo tema c’è però Forza Italia. Dice Mariastella Gelmini, vice capogruppo vicario degli azzurri alla Camera: «L’abolizione di alcuni odiosi vincoli della legge Fornero porterà ad un aumento dell’occupazione».

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