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Pescara, 24/03/2026
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Data: 16/03/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
A mezzo secolo dall’ultima corsa tornano alla luce i binari del trenino. La scoperta nel cantiere di corso Vittorio. Ora li vuole il museo della ferrovia di Montesilvano

Tornano alla luce, durante i lavori stradali su corso Vittorio Emanuele a Pescara, i binari dello storico tram Pescara-Penne (nella foto). In particolare il materiale rotabile fa riferimento alla tratta Zanni-Pineta di Pescara, che risale al lontano 1934. Veri reperti di 80 anni fa quando Pescara si era unita ormai con Castellamare, superando la divisione dettata dal fiume.
«Questi binari - spiega Renzo Gallerati componente dell’associazione Acaf che ha istituito il museo del treno a Montesilvano - rappresentano una parte integrante dell’amato trenino, che dal 1929 unì l’hinterland vestino con Montesilvano e con Pescara. Viaggiava a velocità moderata ma nemmeno le nevicate più forti riuscivano a fermarlo. Passava dai paesaggi agricoli di Loreto, costellati di uliveti, alla spiaggia incontaminata di Montesilvano. Più tardi si realizzò il collegamento con la Pineta e quindi con il mare dei vip». I lavori su corso Vittorio sono l’occasione per recuperare i vecchi binari, che altrimenti saranno coperti con le betonelle; l’occasione per conservare nel museo del treno di Montesilvano una traccia concreta del passato. Accanto alla locomotiva a vapore degli inizi del ’900, perfettamente restaurata, e ai tre vagoni ferroviari addirittura della prima guerra mondiale, i visitatori (tanti studenti anche da fuori regione) potranno presto ammirare un lungo tratto di quei binari. Renzo Gallerati, tramite l’associazione Acaf, li ha richiesti ufficialmente al vicesindaco di Pescara Berardino Fiorilli.
Il trenino aveva svolto fino al 1967 un servizio eccellente di collegamento e trasporto dei prodotti agricoli sui mercati di Pescara, ma era stato anche l’unico mezzo per tantissimi giovani studenti di raggiungere il capoluogo, dove frequentare le scuole superiori. E su quelle carrozze si erano intrecciate delicate storie d’amore fatte di sguardi furtivi. Poi in nome del progresso il trenino andò in pensione: una decisione che segnò la fine di un'epoca, anche perché alcuni imprenditori di Montesilvano riuscirono ad abbattere i maestosi platani sulla statale adriatica, alberi secolari che nemmeno i tedeschi erano riusciti a rimuovere durante la ritirata nel ’44. Ora salvando questi cimeli, si cerca di salvare un passato che i giovani ignorano, un passato fatto di fischi acuti della tramvia, quando attraversava i quartieri periferici di Pescara.

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