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Pescara, 24/03/2026
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16/03/2014
Il Messaggero
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Pescara, il sindaco resta in bilico. Alla spallata del Pd mancano due firme, Albore Mascia non è ancora al sicuro. La posizione di Acerbo decisiva per consentire alla giunta di arrivare a fine mandato |
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Le firme dei consiglieri di Fli Daniela Arcieri Mastromattei e Massimiliano Pignoli sono arrivate, ma affinché la spallata si compia ne mancano ancora due. Il piano del Pd per sgambettare la giunta Mascia a pochi giorni dalla sua scadenza naturale ha subito più di qualche intoppo, ma il sindaco di Pescara non può ancora considerarsi al sicuro. Domani, dovrebbe presentarsi davanti al notaio D’Ambrosio anche il consigliere indipendente Fausto Di Nisio. A spingerlo, dopo i dubbi iniziali, la dichiarazione del sindaco Albore Mascia sulla «nuova maggioranza», allargata a Di Nisio e addirittura Acerbo di Rifondazione. «Se devo scegliere - ha scritto la stessa sera su facebook il consigliere - tra alcuni compagni di viaggio degli ultimi dieci anni e un sindaco che non ha compreso neanche una virgola del mio intervento sono obbligato a scegliere i compagni di viaggio» Sembrerebbe proprio che Mascia sia riuscito dove aveva fallito il Pd: convincere Di Nisio a porre fine alla sua avventura. Le sospirate dimissioni non avrebbero comunque gravi ripercussioni, dato che per raggiungere quota 21 mancherebbe ancora una firma, quella di Acerbo. Condizionale, d’obbligo perché è giallo sulla posizione del presidente del consiglio Roberto De Camillis. Secondo molto sarebbe tra i dimissionari, ma lui smentisce: «Non metto firme per punire, serve un ragionamento politico per maturare simili scelte e credo che a pochi giorni dalla naturale scadenza non avrebbe molto senso. Chi dice che mi ha visto dal notaio lo fa semplicemente per convincere gli altri». Acerbo, invece, prende tempo. «Devo capire se è vero che se l’amministrazione cadesse oggi non si potrebbe andare al voto il prossimo 25 maggio, come previsto, ma si dovrebbe aspettare un anno. Non solo, dato che i revisori hanno accertato una situazione di sofferenza finanziaria al Comune, che pensiamo si attesti intorno ai 14 milioni, temo che un commissario, certificando il buco, aumenterebbe le tasse in maniera indiscriminata per tutti i cittadini e questa è una responsabilità che non posso assumermi». Secondo Acerbo, non avendo più la maggioranza, la giunta Mascia non potrebbe comunque «produrre ulteriori danni per Pescara» e quindi non comprende il senso di una simile manovra. Infine Francesca Ciafardini, segretario provinciale del Pd, che nega iniziative per minare l’unità del partito nella sclta del candidato sindaco: «Non so - dice - se ci sono persone che accreditandosi come informate cerchino di mettere tutto e tutti in un torbido calderone, quello che so è che la mia posizione è stata limpida e chiara e certamente l’avrei illustrata anche al Messaggero se interpellata».
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