Indagine fotografica del "Centro" dopo l'allarme di Trifuoggi. Nuovo blitz dei carabinieri: 41 denunciati
PESCARA. Tutti senza cinture di sicurezza. E senza elmetto: chi si è portato un berretto, lo ha fatto per proteggersi dal sole. Si muovono sulle impalcature come se passeggiassero su un marciapiede e non a dieci metri d'altezza. Il parapetto non c'è. Portanuova, Pescara, a due passi dal tribunale: cantiere irregolare, dove si lavora nelle stesse condizioni in cui - rivelano i dati Inail e Inps - opera la maggiorparte della manodopera abruzzese. Neppure 24 ore dopo l'allarme lanciato dal procuratore capo Nicola Trifuoggi, un'inchiesta fotografica del Centro rivela la portata di un fenomeno sempre più inquietante.
E che in Abruzzo - stando ai dati diffusi due giorni fa all'Aquila - ha toccato punte del 64 per cento, aziende cioè che utilizzano lavoratori in nero o privi di garanzie di sicurezza. Le immagini che pubblichiamo sono la testimonianza di un male difficile da estirpare. Si tratta di palazzi ancora in fase di costruzione dove stanno innalzando altri piani. Nel primo cantiere lavorano 5 carpentieri: sono alle prese con carichi di mattoni che vengono scaricati con una gru. Sono tutti privi del casco di sicurezza e indossano abiti di vario tipo. Tre di loro hanno un berretto estivo, nessuno indossa i guanti. Nell'altro cantiere, l'operaio è sempre privo di elmetto, porta i guanti e almeno il parapetto esiste.
«Il lavoro nero», aveva detto Trifuoggi, «è strettamente collegato alla sicurezza, argomento che non è mai abbastanza all'ordine del giorno. Alcuni datori di lavoro continuano a percorrere fino in fondo la strada dell'illegalità, ma oggi c'è uno Stato pronto a contrastarli. La giustizia interviene dopo che i fatti si sono verificati, quando è troppo tardi. Fondamentale è la prevenzione. Sei anni è la pena massima inflitta in caso di incidente mortale. La vita di un lavoratore non può essere misurata così».
E' battaglia lunga, che obbliga a tenere alta l'attenzione. Non è un caso allora, che contemporaneamente all'allarme lanciato da Trifuoggi, i reparti dipendenti dalla Regione carabinieri Abruzzo abbiano effettuato nelle quattro province abruzzesi servizi mirati all'interno di aziende e cantieri per verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e di assunzioni regolari. Bilancio pesante: nei 187 cantieri controllati, sono state rilevate 106 infrazioni, di cui 83 per violazioni delle norme di sicurezza e 23 per lavoratori irregolari; 41 le persone denunciate, 115 le contravvenzioni elevate per un importo di quasi 150mila euro.
Il maxi blitz è andato in scena ieri e giovedì scorso, nell'ambito dei controlli straordinari disposti in tutta l'Italia meridionale dal comandante interregionale dei carabinieri Ogaden di Napoli, il generale di corpo d'armata Elio Toscano. L'operazione è stata coordinata dai 4 comandanti provinciali con il supporto dei nuclei carabinieri dell'ispettorato del lavoro e del nucleo operativo ecologico.