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Pescara, 15/05/2026
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Data: 29/04/2007
Testata giornalistica: Il Centro
«Stabilizzare i precari per salvare la sanità» La Cgil chiede impegno politico e «vera concertazione» sui lavoratori Asl

PESCARA. La vicenda aperta dai lavoratori precari della Asl di Pescara, la gran parte di quelli con contratto in scadenza nelle Aziende abruzzesi, al centro della vertenza sindacale sulla sanità. La Cgil la definisce «figlia delle scelte imposte dal Piano di risanamento della spesa sanitaria, che taglia risorse per i lavoratori» e pone la questione occupazionale accanto a quella dell'efficienza dei servizi.
«Non si è ancora posato l'ultimo granello del polverone sollevato dalle polemiche sul Piano di riordino ospedaliero, del rapporto tra sanità pubblica e privata, sui posti letto e sui destini dei piccoli ospedali che si scatena la questione vera: il lavoro precario in una sanità alla deriva». Così attacca una nota della segreteria regionale della Cgil all'indomani della rivolta dei precari di Pescara che ha portato «all'ultima proroga» del manager Asl Antonio Balestrino, di un mese, per 38 ausiliari in scadenza il 30 aprile. «Il limite del dibattito politico sul riordino ospedaliero e sul piano di risanamento è stato la mancanza di riferimento al fattore umano», continua la nota. «La discussione si è incentrata sulla collocazione dei centri di servizio sanitari, sulla loro consistenza materiale, ma non si è mai soffermata sul fattore umano, tecnico e scientifico e questo sta producendo un bel guaio».
Il sindacato attacca le scelte previste dal Piano di riordino per quanto riguarda il taglio di risorse: «Non rispetta i contenuti del Memorandum sottoscritto da Governo e sindacati a livello nazionale, che prevede al contrario un aumento delle risorse contrattuali a disposizione, unitamente a quelle per la stabilizzazione dei precari». Approvato il Piano di riordino ospedaliero, «per rimuovere positivamente la possibilità di accesso dell'Abruzzo alle risorse previste», va aperta secondo la Cgil la questione della «rimozione dei limiti posti alla disponibilità per la qualità e quantità del lavoro nella sanità, pubblica e privata. Noi non abbiamo concertato i documenti, di programmazione sanitaria, abbiamo solo ricevuto informazioni e questo ha prodotto il guaio di oggi. E' ora di avviare la fase di concertazione vera, con un titolo: "Per migliorare la sanità meno spese improprie, trasformazione dei presidi ospedalieri inutili, ridare centralità alla qualità e quantità del lavoro, rispetto dei diritti contrattuali e stabilizzazione dei precari". Siamo consapevoli», chiede il sindacato, «che il mancato rinnovo dei loro contratti produrrebbe la chiusura di servizi essenziali? Prima di entrare nella emergenza si convochi il tavolo tra operatori della sanità, sindacati e Regione e si trovino le soluzioni».
La priorità dunque diventa «ridare fiducia ai lavoratori della sanità, preoccupati per i loro destini», sostiene la Cgil. «Restituire dignità ai lavoratori della sanità pubblica richiede impegno e una grande operazione politica di concertazione, in grado di discutere sul loro impegno e impiego in attività di servizio utili alla collettività. In caso contrario le responsabilità politiche si evidenzieranno con facilità e riguarderanno la maggioranza politica che regge il governo regionale».

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