Intervento sull'Amt da parte del segretario confederale Cgil Concetta Raia, del segretario provinciale Filt Cgil Carmelo De Caudo e dei segretari aziendali Filt Cgil Orazio Magro e Alfio Motta:
«In queste settimane - scrivono in una nota -abbiamo assistito ad un acceso dibattito, seguito con attenzione dagli organi di informazione e che ha interessato anche il consiglio comunale, circa l'aumento del costo del biglietto dell'Amt e questioni riguardanti il bilancio dell'azienda. È certamente positivo affrontare pubblicamente argomenti così importanti per la comunità catanese ed è stato sicuramente molto saggio ed apprezzabile l'aver deciso la sospensione dell'aumento di cui si parlava».
«Crediamo però - proseguono i rappresentanti sindacali - che sia fino ad ora mancata una discussione a 360° che coinvolgesse la dirigenza aziendale, le organizzazioni sindacali, e l'amministrazione comunale sulle prospettive dell'Amt, sul suo ruolo e i suoi compiti nel nuovo mercato della modalità, sul rapporto costo -qualità ed efficienza del servizio, sulla garanzia e la tutela dei lavoratori che vi operano, e che sono il vero patrimonio dell'azienda. Forse non vi è piena consapevolezza che questi sono gli argomenti e i problemi da affrontare alla luce anche del fatto che è ormai non più in rinviabile il processo di trasformazione aziendale di cui si parla in azienda e nella città, troppe voci infatti circolano sulle trasformazione dell'Amt da municipalizzata in Spa, voci ed indiscrezioni spesso preoccupanti che tanto allarme stanno suscitando tra i lavoratori e nella comunità catanese. La Cgil ritiene giunto il momento che l'azienda insieme all'amministrazione comunale aprano un confronto alla luce del sole con il sindacato unitario dei lavoratori che abbia come argomento la trasformazione aziendale e le sue ricadute».
«In estrema sintesi - aggiungono - bisogna discutere sul futuro dell'Amt, sapendo che questo va fatto predisponendo un piano industriale che consenta lo sviluppo dell'azienda in un quadro normativo e di mercato mutato; approntando una riorganizzazione aziendale capace di coniugare economicità ed efficienza del servizio, per invogliare i cittadini all'uso del mezzo pubblico; predisponendo atti e procedure che garantiscano da un lato i livelli occupazionali esistenti, dall'altro i diritti dei lavoratori, le tutele sociali e contrattuali che non possono certo essere assolutamente violate. Per fare tutto ciò è indispensabile aprire un immediato confronto con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria, nella speranza che l'azienda insieme all'amministrazione comunale sappia rispondere positivamente a questa esigenza».
«È evidente - conclude la nota - che se il 4 maggio il confronto non dovesse svolgersi nei termini da noi auspicati, saremo costretti a far sentire la voce dei lavoratori, mettendo in campo tutte quelle iniziative di lotta e di mobilitazione utile per garantire da un lato i diritti dei lavoratori, dall'altro quelli della comunità che deve avere una azienda della mobilità moderna ed efficiente».