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Pescara, 31/10/2020
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Data: 04/04/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Trasporti e malaffare - Indagati i titolari della Di Nino Trasporti. «Costretti a votare la figlia del capo». L’azienda smentisce tutte le accuse

PESCARA Avrebbero indotto alcuni dipendenti e i loro familiari, a votare Antonella Di Nino alle elezioni provinciali del 2010. Ci sono anche queste accuse nell’ambito di una inchiesta della polizia durata due anni sul settore dell’autotrasporto di merci. A conclusione dell’attività gli investigatori hanno indagato 15 persone, tra cui i rappresentanti legali e alcuni dipendenti della società Di Nino Trasporti di Pratola Peligna. Numerose sono le contestazioni. Per i due titolari e tre dei dipendenti, l’accusa è di estorsione per avere costretto gli autisti a turni di lavoro massacranti, obbligandoli ad utilizzare cronotachigrafi manipolati per aggirare le normative vigenti in materia di trasporto, con gravi ripercussioni sulla sicurezza stradale e sulla salute dei lavoratori stessi; inoltre, sempre i titolari, in concorso con altri quattro autisti dei mezzi pesanti, sono stati denunciati per aver alterato il funzionamento dei cronotachigrafi installati sui trattori stradali, mediante l’utilizzo di magneti destinati ad alterare l’apparecchiatura stessa, inibendone la regolare registrazione dei tempi di guida e di riposo. I titolari della società sono stati ritenuti anche responsabili del reato di falso e truffa ai danni dello Stato, per avere indotto in errore organi della polizia stradale al fine di eludere il pagamento di sanzioni amministrative prescritte dal Codice della Strada; infine, sei autisti devono rispondere del reato di favoreggiamento personale. Uno dei titolari è accusato di aver determinato alcuni dipendenti e i loro familiari, ad esercitare il loro diritto politico in senso difforme dalla loro volontà. L’attività investigativa vera e propria ha preso il via da una serie di controlli che hanno identificato alcuni veicoli sospetti. Sono quindi scattati gli appostamenti e i pedinamenti attraverso i quali è stato accertato che i cronotachigrafi digitali di alcuni degli automezzi, presentavano registrazioni difformi dai tempi di effettivo utilizzo dei veicoli stessi. Interessante, sotto il profilo investigativo, ciò che è emerso dall’analisi dei files dei dati provenienti dagli strumenti dei veicoli controllati: in sostanza si è accertato l’esistenza di sistemi che hanno la funzione di far risultare fermo un veicolo in realtà in movimento. Lo scopo veniva raggiunto con l’utilizzo di una apparecchiatura rinvenuta dagli investigatori, costituita da un magnete che avvicinato al sensore di movimento, gli impediva di funzionare. I veicoli per i quali è stata accertata l’alterazione degli strumenti, sono in tutto venti, tutti appartenenti alle aziende di autotrasporto facenti capo agli indagati.
La vicepresidente della provincia dell’Aquila, Antonella Di Nino, ha subito replicato. «Se le accuse fossero vere mi dovrei dimettere domani. Ma non sono vere, di fronte a queste falsità dobbiamo tutelare noi e i lavoratori».

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