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Pescara, 15/05/2026
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Data: 03/05/2007
Testata giornalistica: Il Centro
Stipendi, il Consiglio decide i tagli. Da giugno stop agli aumenti ma il 2006 sarà intascato

L'AQUILA. Ridotte le indennità di consiglieri ed assessori regionali fino alla fine della legislatura. Ieri il Consiglio regionale abruzzese, sia pure con qualche mese di ritardo, ha detto no alla lievitazione dei già corposi emolumenti, scattata all'inizio dell'anno per effetto di gennaio di una legge nazionale che collega i compensi di parlamentari e consiglieri a quelli degli alti magistrati. Dal prossimo mese di giugno e fino alla fine della legislatura consiglieri ed assessori regionali avranno una busta paga più leggera: si tornerà dai circa 7.600 euro lordi al mese ai circa 7.200 percepiti fino al dicembre scorso. Non si tratta di un intervento strutturale perché il provvedimento che rende inefficace l'aumento automatico nazionale, è valido fino al 2010.
Inoltre "salva" il passato in quanto incide dall'entrata in vigore della legge e in tal modo permetterà a consiglieri ed assessori di percepire gli arretrati dell'intero 2006 essendo la norma nazionale retroattiva. Comunque, è innegabile che, dopo una serie infinita di annunci sia da parte della maggioranza di centrosinistra sia da parte delle opposizioni di centrodestra, il Consiglio regionale ha trovato il modo di tenere fede alle numerose promesse ed imboccare la strada del taglio dei costi della politica.
Ieri, su questa importante decisione Unione e Casa delle Libertà, nonostante un dibattito molto vivace, non si sono spaccate sul voto, dicendo entrambe sì al provvedimento dal titolo «Misure urgenti per il contenimento dei costi degli organi politici», ma sui contenuti il distinguo è stato netto: per il centrosinistra è un primo chiaro segnale della volontà di tagliare i costi della politica con altre decisioni ancora, a partire dalla riforma degli enti strumentali, per il centrodestra la portata è insufficiente. Proprio per questo motivo il provvedimento non è stato approvato all'unanimità: il voto contrario è stato espresso dal capogruppo dell'Udc, Mario Amicone, per il quale «la maggioranza non ha voluto dare un segnale chiaro e serio sul contenimento dei costi della politica adottando solo un provvedimento di facciata che porta ad un risparmio di 50 euro netti per ogni consigliere regionale».
Di diverso avviso il capogruppo Ds, Donato Di Matteo, ed i consiglieri regionali dei Ds che hanno espresso grande soddisfazione per l'approvazione in Consiglio Regionale del provvedimento che riduce ai componenti del Consiglio e della Giunta Regionali l'adeguamento delle indennità al trattamento dei parlamentari. «Con tale provvedimento», sostiene Di Matteo in una nota, «si esprime la volontà della maggioranza di dare un segnale chiaro alla comunità abruzzese, in un momento di grande difficoltà economica e sociale. Il prossimo passo sarà quello di affrontare organicamente il tema del riordino degli enti strumentali».
Il centrodestra è stato critico sugli emendamenti bocciati, in particolare su quello che collegava la riduzione delle indennità all'attuazione, da subito, della disposizione contenuta nel nuovo statuto regionale sulla presenza in Giunta di un massimo di due assessori tecnici. La votazione, a scrutinio segreto, ha prodotto 16 voti contrari, 14 favorevoli e tre schede bianche: è evidente che essendo solo nove i consiglieri della Casa della Libertà, più di un consigliere del centrosinistra è stato favorevole alla riduzione del numero degli assessori esterni da sei a due. Secondo i due esponenti di An Giovanni Pace e Fabrizio Di Stefano «la maggioranza ha sfiorato la crisi"."Se alcuni colleghi dell'opposizione non si fossero allontanati a causa del prolungarsi della discussione avremmo mandato sotto il centrosinistra. Resta il dato forte, da parte di ampi settori della maggioranza, di una bocciatura degli assessori esterni della loro stessa coalizione e del loro operato».

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