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Pescara, 15/05/2026
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Data: 03/05/2007
Testata giornalistica: Il Secolo XIX
Riunione fiume sull'integrativo, Amt e sindacati si rivedono oggi. L'astensione il 14 e il 24

«DEVONO CAPIRE che non siamo soci di Amt, ma dipendenti. Ma come, loro si spartiscono gli utili e noi dobbiamo accollarci il compito di aumentare la produttività? Non ci stiamo, davvero no nci stiamo».
Tempo ancora poche ore, poi si deciderà per lo sciopero dei dipendenti di Amt, o meglio per gli scioperi, probabili date il 14 e il 24 maggio. Pietro Masnata, segretario provinciale Filt-Cgil, ha commentato il concludersi delle fatiche di una lunga giornata di trattative con un nulla di fatto. «Ci hanno chiesto ancora tempo, e glielo abbiamo concesso, ma gli spiragli sono pochi». Nuovo incontro oggi alle 11 in Amt, poi il probabile annuncio degli scioperi.
E' sul rinnovo di un contratto - quello integrativo - scaduto ormai tre anni fa, che si stanno scontrando, a poche settimane dalle elezioni, lavoratori e dirigenti di Amt. I sindacati hanno chiesto 600 euro di aumento l'anno a partire dal 2007 (più 600 per il 2006), Amt ne ha proposti 240, sostanzialmente uno al giorno. Ad abbandonare il tavolo era stato lo stesso amministratore delegato di Amt Guyot, ieri il prefetto Giuseppe Romano ha chiesto alle due parti e ottenuto di tornare a parlarsi. Richiesta accettata ieri mattina dopo più di due ore di vertice in prefettura, e concretizzatasi con una riunione, nel pomeriggio, presso la sede di Amt in via Bobbio. «Segnali di apertura ci sono stati, sia da una parte che dall'altra - dice alla fine Mauro Nolaschi, Faisa - ma è ancora troppo poco, se vuole maggior produttività l'azienda deve retribuirla». I rappresentanti dei lavoratori avevano dato la propria disponibilità ad accettare le richieste avanzate dall'azienda: riorganizzazione degli orari di lavoro sul singolo autista invece che sul monte complessivo dei turni; compilazione, da parte degli autisti, di un diario di bordo (una cartellina dove annotare, a fine corsa, motivi dei ritardi ed eventuali altri problemi); creazione di nuovi posti di cambio (i luoghi, suddivisi su tutto il territorio cittadino, dove gli autisti attendono il cambio turno).
L'amministratore delegato di Amt Hubert Guyot ieri è stato ancora una volta perentorio, sostenendo che di fronte a un bilancio in passivo nessun aumento superiore a quello proposto (240 euro l'anno, appunto) può essere preso in considerazione. «Abbiamo ribadito la nostra disponibilità a proseguire nella trattativa con le organizzazioni sindacali per individuare tutti i miglioramenti della qualità del servizio e della produttività necessari a colmare le differenze tra le richieste economiche sindacali e quanto proposto dall'azienda», era ieri, a metà giornata, la dichiarazione ufficiale dell'azienda. Dopo tre ore e mezza di nuove discussioni a fine pomeriggio non c'è stato nessun passo avanti. Di fronte alla parziale disponibilità dei sindacati, i vertici dell'azienda hanno però risposto chiedendo un rinvio a oggi (il nuovo incontro è previsto per le 11), il tempo necessario per fare nuovi calcoli e vedere in quale modo e a quali - altre - condizioni concedere l'aumento di 50 euro mensili. «Difficilmente si arriverà a un accordo - scuote la testa Masnata - per soddisfare la nostra richiesta economica, sulla quale rimarremo fermi, probabilmente ci porteranno ulteriori richieste. E difficilmente accetteremo, quella di oggi (ieri, ndr) è la massima apertura che potevamo dare». Pessimista anche Carlo Ruwet, segretario regionale Uil Trasporti. «Il prefetto ha insistito perché tornassimo al tavolo, e un tentativo lo abbiamo fatto - dice - domani (oggi, ndr), comunque, si tireranno le somme, questo è certo».
Continuano quindi a pendere, sulla testa delle migliaia di utenti che si servono ogni giorno dei bus, le spade di Damocle degli scioperi. Oggi, dunque, le organizzazioni sindacali potrebbero proclamare uno sciopero di quattro ore per il 14 maggio, preludio di uno più pesante di 24 ore ipotizzabile per il 24 maggio (10 giorni dopo). «Se prevarrà il buon senso si arriverà a un accordo prima del primo sciopero - dice Carlo Ruwet - inutile creare disagi alla gente quando - molto prima - ci si potrebbe presentare più morbidi a un tavolo».



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