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Pescara, 13/05/2026
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04/05/2006
Il Messaggero
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Dopo i tagli ai bus, rischia anche il personale. Meno corse, meno autisti: Rolandi (Filt-Cgil) contesta le scelte di Comune e Gtm e va da Castellucci |
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All'inizio era un timore, da qualche giorno sta diventando una certezza. Il taglio di 10.688 corse si sta rivelando una minaccia per l'occupazione alla Gtm e al tempo stesso sta suscitando le vibrate proteste dei passeggeri utenti, stanchi e arrabbiati per le prolungate attese in arrivo del sospirato autobus. Una situazione di fronte alla quale la Filt Cgil non può e non vuole più tacere. Ad alzare la voce è Franco Rolandi, uno degli esponenti più noti del sindacato del trasporto pubblico, il quale va subito al sodo: «La riduzione di quasi undicimila corse di bus urbani della Gtm, con effetto dal primo maggio, sta scatenando ciò che purtroppo temevamo: le proteste si fanno di giorno in giorno più forti e numerose nei confronti del personale viaggiante e non serve a nulla dire che la colpa non è di chi guida il bus. La situazione sarà presto insostenibile: per cui annuncio che porteremo il caso sul tavolo del segretario provinciale della Cgil, Paolo Castellucci». I motivi di tanto risentimento sono tanti e su più fronti. Spiega ancora Rolandi: «Innanzitutto smentisco che la Gtm abbia sospeso i tagli alle frequenze delle corse, come e stato scritto da qualche parte. Al contrario - ha proseguito l'esponente della Filt Cgil - gli utenti delle linee 4 e 5, cioè dei Colli, si sono già resi conto a proprie spese che le corse che una volta passavano ogni quarto d'ora o ogni venti minuti sono passate a venti minuti e mezz'ora, come annunciato in volantini posticci appiccicati alle pensiline, e questo penalizza anche fasce orarie ad alta richiesta, come ad esempio il primo pomeriggio». Altri disagi sono già stati registrati sulle linee 7 e 15 in conseguenza di modifiche di orari e di percorsi. Ma qui va sottolineato che proprio per servire meglio alcune zone di periferia il Comune aveva chiesto alla Gtm di rivedere alcuni percorsi. Evidentemente si può e si deve correggere per migliorare. Lo stesso presidente della Gtm, Ricardo Chiavaroli, aveva intuito che ci sarebbero stati disagi e lamentele, non a caso è stato lui tra i primi a sperare in un ripensamento del Comune che, tuttavia, con la riduzione delle corse risparmia qualche centinaio di migliaia di euro. «Ma è irresponsabile limitare il trasporto pubblico - dice Rolandi - che anzi va incrementato», sia per combattere l'inquinamento da auto private e sia per limitare i consumi, con quel che costa oggi il carburante. Ma il punto che più preoccupa i sindacati è che la riduzione delle corse determini, come starebbe accadendo, un esubero di personale. «E non possiamo consentire che si taglino anche i posti di lavoro».
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