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Pescara, 26/05/2020
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Data: 24/04/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
allegato: LEGGI L'ARTICOLO
«Uno stop elettoralistico alla filovia» L’ira dei sindacati contro Mascia. Sconcerto per l’ordinanza che impedisce di elettrificare il tracciato

PESCARA L’altolà di Mascia alla Gtm sulla filovia provoca una durissima reazione dei sindacati dei trasporti. L’iniziativa del sindaco, che non ha emanato l’ordinanza di chiusura delle strade che incrociano con l’ex tracciato ferroviario per consentire l’elettrificazione, viene bollata senza mezzi termini come «elettoralistica». La nota congiunta è firmata da Franco Rolandi (Filt/Cgil), Domenico Di Bonaventura (Fit/Cisl), Alberto Di Carluccio (Uiltrasporti), Angelo Leone (Faisa/Cisal) e Gabriele D’Aloisio (Ugl autoferro), insieme alle Rsa. «Esprimiamo sconcerto e indignazione per la squallida strumentalizzazione elettorale - scrivono i sindacalisti - che talune forze politiche cittadine, direttamente coinvolte nella tornata elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Pescara, stanno tranquillamente intraprendendo sui reali interessi alla salute e alla mobilità di tutti i cittadini dell’area metropolitana nonché sulla pelle dei lavoratori del trasporto pubblico locale».

Dopo la premessa, i rappresentanti sindacali prendono di mira direttamente il Mascia: «Quando sembrava finalmente sgomberato il campo dalle insidiose mine dei nemici dell’opera, che sinora non sono stati in grado di presentare un straccio di argomento a loro vantaggio (ad eccezione delle uniche e sacrosante rivendicazioni promosse da alcune associazioni per l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche lungo il tracciato), inopinatamente il primo cittadino di Pescara, che mai aveva manifestato la minima riserva, si mette di traverso alla realizzazione in una fase avanzata della filovia, rifiutandosi di firmare l’ordinanza per la chiusura delle strade che intersecano il tracciato, indispensabile alla tesatura dei cavi elettrici già da tempo issati sui pali installati su tutto il tracciato». Nemici per la pelle in tante battaglie, i sindacati si schierano compatti a difesa del presidente della Gtm Michele Russo quando si parla di filovia. «Non ci interessa più di tanto ricercare i motivi reconditi di una spettacolare giravolta del primo cittadino uscente che sicuramente non poggia su alcun fatto nuovo che possa averla minimamente giustificata - si conclude la nota dei sindacati - Noi, piuttosto, seguitiamo ad avere a cuore e a difendere da un lato il diritto dei cittadini alla mobilità e alla salute e dall’altro la prospettiva occupazionale di oltre 400 lavoratori (compreso l’indotto) che, insieme alle loro famiglie, reclamano a buon diritto di vedere una buona volta fugate le ombre della crisi e della disoccupazione, alla luce di una progettualità funzionale in grado di assicurare loro per anni lavoro, professionalità e reddito. Non possiamo, ad ogni modo, esimerci dal segnalare con forza tutta l’inaffidabilità e la pochezza di una sedicente classe politica che non si fa scrupolo di anteporre ripicche e beghe personali agli interessi e alle attese delle comunità amministrate». Come volevasi dimostrare: il caso filovia è entrato a pieno titolo nella campagna elettorale, ma stupisce che nessun candidato "batta" la strada-parco in lungo e in largo a caccia di consensi.

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