Ci voleva l’incidente per riportare tutti con i piedi per terra. Un porto canale che come tutti gli scali marittimi dell’Adriatico necessita di continui e costosissimi interventi di manutenzione ordinaria per evitare che le imbarcazione finiscano nelle secche. È accaduto due giorni fa con la petroliera dell’Api rimasta incagliata sui fondali nonostante l’ultimo intervento di dragaggio. Ma era già accaduto in passato, tante altre volte. Troppe per non capire quello che adesso ripetono tutti: non si uscirà mai dall’emergenza senza un intervento strutturale che consenta lo spostamento delle banchine su fondali più sicuri, lontanto dalla foce e dalla costa, dove il pescaggio delle imbarcazioni sia almeno almeno di otto, nove metri. In sostanza, quanto previsto dal nuovo piano regolatore portuale, approvato solo pochi giorni fa e rimasto nei cassetti per quasi due anni prima di ricevere l’ok dal ministero delle Infrastrutture. Ieri il presidente della Camera di commercio, Daniele Becci, ha chiamato proprio il ministro Lupi per spiegare che Pescara, l’Abruzzo, hanno bisogno di un porto che non sia quello dei Puffi, come fu ribattezzato anni fa da qualche armatore: «Dopo quello che è successo con la petroliera Galatea ho chiesto al ministro di sollecitare al provveditorato delle Opere marittime un pronto intervento per ripristinare l’agibilità dei fondali. Quello che è accaduto è stato probabilmente favorito dalle mareggiate e dalle precipitazioni piovose degli ultimi giorni, che hanno creato un mammellone sabbioso posizionato all’uscita della darsena commerciale». Problema dunque facilmente risolvibile.
Ma anche Becci è ormai convinto che gli interventi di emergenza non possono protrarsi all’infinito: «Ribadiamo la necessità di terminare, in questo punto, il dragaggio, ma soprattutto di intervenire in maniera strutturale con il nuovo piano regolatore portuale e la deviazione delle acque, perché solo così si potranno evitare nuovi inconvenienti senza spendere milioni di euro per altri lavori». Il presidente della Camera di commercio ha anche rassicurato sul ripristino del traffico marittimo: «Escludo categoricamente che l’incidente delle ultime ore possa interferire sui collegamenti con la Croazia. In tal senso è stato già bandito un bando pubblico per le società armatrici interessate». Nel pieno della campagna elettorale si muove anche la politica. Paola Marchegiani, consigliere comunale uscente del Pd, non spara certo a salve contro il governatore Gianni Chiodi e il sindaco Luigi Albore Mascia: «Questo tandem fallimentare per la Regione Abruzzo e la città di Pescara è il vero responsabile di ciò che è accaduto alla petroliera Galatea. Mascia ha fatto passare due anni dalla presa d’atto della redazione del piano regolatore portuale senza attivare in questo lasso di tempo nessuna richiesta di Vas alla Regione. Chiodi ha accumulato, rispetto ai tempi tecnici della procedura, 15 mesi di colpevole ritardo per un inaccettabile rimpallo di responsabilità tra due settori diversi della sua amministrazione».