ROMA È il Berlusconi di sempre alle prese con la «strategia della rimonta» elettorale. Dopo la battuta sul popolo tedesco che negherebbe i campi di sterminio nazisti, ieri si è aggiunto l’attacco a Napolitano. Il capo dello Stato, dice il Cavaliere intervistato da Corrado Formigli nella trasmissione Piazzapulita su La7, doveva concedegli la grazia «motu proprio» e insinua anche il dubbio che fosse l’ispiratore della scissione di Gianfranco Fini dal Pdl. A due giorni di distanza dalle parole su tedeschi e Shoah sono arrivate le reazioni internazionali. Incredule e furiose. In particolare quelle del partito di appartenenza del cavaliere, il Ppe e del suo partito egemone, la Cdu. Il portavoce della cancelliera tedesca, Angela Merkel ha laconicamante giudicato «incommentabili» e «assurde» le battute sui campi di sterminio, al limite del negazionismo. L’imbarazzo del Ppe è stato enorme, al punto che Jean Claude Juncker, candidato dei popolari alla presidenza della Commissione Ue - contro il socialdemocratico Shultz, Tsipras per la Sinistra e il liberale Verhofstadt- ha dovuto definirsi «disgustato» dalla parole dell’ex premier. Per lui Berlusconi deve «scusarsi con i sopravvissuti all’Olocausto e con i cittadini tedeschi per le sue dichiarazioni. Nella politica europea non c’è spazio per dichiarazioni divisive. Per tutti quelli che hanno la storia europea in mente, l’Olocausto non è tema su cui ridere». Berlusconi, secondo una collaudata strategia già usata in passato, è tornato sull’argomento non scusandosi ma spiegando che è Junker ad essere caduto in una trappola «ordita dalla sinistra» e rivendicato il suo ruolo di «amico storico del popolo ebraico e dello Stato di Israele». La famiglia popolare europea però non si è accontentata: lo stesso Juncker ha rincarato la dose definendo le sue parole «inaccettabili» e il capogruppo Cdu al Bundestag ha chiesto che Berlusconi ora deve «essere richiamato all’ordine» dai suoi colleghi del Ppe. Duri i commenti della stampa tedesca. Il titolo più benevolo descrive l’ex premier italiano come un uomo che «agisce senza scrupoli come sempre». Ma dopo le reazioni di domenica, anche ieri in Italia non sono mancate le critiche. «Quello che stupisce è lo stupore del Ppe - commenta Bruno Tabacci, leader del Centro democratico - che non solo ci mette quasi una settimana a reagire ma che si tiene in casa un partito come Forza Italia da anni per lucrare sui suoi voti italiani». E un esponente del Nuovo centrodestra, Massimiliano Salini propone la cacciata di Fi dal Ppe. Le frasi di Berlusconi, attacca il deputato Pd Emanuele Fiano, non devono essere rettificate», ma lui semplicemente «deve scusarsi per l’uso cinico della storia». Ieri a Piazzapulita è andato in scena il secondo round della strategia elettorale del Cavaliere: «Avevo chiesto a Napolitano la grazia, senza presentare alcun atto formale di richiesta, avevo detto che aveva il dovere morale di assegnarmi la grazia motu proprio perché la Costituzione la assegna come un potere monarchico». Restando sempre dalle parti del Quirinale ha ripetuto vecchie accuse: «Nel 2010 Napolitano si era fatto parte attiva affinché Fini spostasse una parte dei suoi parlamentari a sinistra, formando una nuova maggioranza». E minaccia di «fare i nomi» in tutte le sedi. Non poteva mancare nella lunga intervista nella trasmissione di Corrado Formiglii un riferimento alla condanna subita in via definitiva: «Sentenza non solo mostruosa ma anche ridicola» oltre che «sentenza politica inventata». È «ridicolo pensare che si possa rieducarmi consegnandomi a dei servizi sociali e a dei colloqui quindicinali con assistenti sociali». Accomuna il suo destino a quello di Marcello Dell’Utri condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e fuggito in Libano dove è in attesa di estradizione: si tratta di una «persona perbenissima, torturato da vent’anni da accuse assurde». L’accordo con Renzi sulle riforme non è comunque in discussione e, anzi, avrebbe voluto il presidente del Consiglio dentro Forza Italia. Tuttavia, ritiene che il jobs act «sia stato peggiorato in Parlamento» perché la «minoranza Pd ha voluto introdurre norme dettate dalla Cgil». A proposito di Forza Italia nega che qualcuno della sua famiglia possa sedere sullo scranno più alto: «Non torniamo su Marina o Barbara» negando così che una delle figlie possa ereditare la guida di Forza Italia. Al termine di Piazzapulita c’è stato anche il tempo per smentire che la sua fidanzata Francesca Pascale sia incinta.