ROMA. Tornano Bella ciao e l'Internazionale per il battesimo di Sinistra democratica, il nuovo movimento di Fabio Mussi e Gavino Angius. Nasce l'undicesima sigla del centrosinistra e a giorni seguiranno i gruppi parlamentari. Cesare Salvi, in un affollatissimo Palazzo dei Congressi, si toglie anche la soddisfazione di tornare a citare Karl Marx perché, spiega, «da qualche giorno siamo tutti un po' più liberi».
Di fronte a 4-5mila persone giunte un po' da tutta Italia, Mussi assicura che Sd sarà un movimento, «non un altro partito», impegnato a cercare l'unità della sinistra. Un movimento, ma con «iscritti, organizzazione e presto due forti gruppi parlamentari» una rappresentanza europea e sezioni sul territorio. Nell'atrio del Palazzo dei congressi si compilano infatti le schede di adesione e Mussi annuncia che presto ci sarà un «comitato promotore nazionale» composto dai delegati al congresso e da personalità della società civile.
Chi saranno i compagni di viaggio? Mussi lascia la porta aperta a tutti: dai socialisti dello Sdi, a Rifondazione, Pdci, Verdi e al «Cantiere» di Achille Occhetto. «Ora fuori dalle trincee», chiede a tutti. E ammette di «non rinunciare a sognare un nuovo grande partito». Le prime risposte sono positive: per Giordano «bisogna accelerare il processo di unità della sinistra». «Siamo pronti ad unità senza aggettivi», gli fa eco Diliberto. Boselli dice di voler dialogare, ma già esclude una confluenza con Rifondazione comunista.
Il partito Democratico non sarà «un nemico, ma un alleato», promette Mussi. Ma il primo terreno di sfida con il PD è quello della laicità. Sinistra democratica ha annunciato ieri che sabato prossimo sarà a Piazza Navona alla manifestazione a sostegno dei Dico. «Il Family day («Buuh!» e fischi dalla platea) - sottolinea Mussi - una manifestazione contro i Dico, è estremista. La rinascente fobia verso gli omosessuali è un sentimento estremista». E Angius conferma il suo intervento al congresso di Firenze (criticato da Alfredo Reichlin sull'«Unità») sostenendo che l'invito della Cei a funzionari pubblici, medici o parlamentari, a seguire i precetti della Chiesa prima che la legge, è un «attacco all'articolo 20 della Costituzione». E che la manifestazione del 12 maggio è una «manifestazione politica contro una legge del governo italiano».
Sul palco ci sono anche Giovanni Berlinguer e Valdo Spini. In platea tutti i segretari dei partiti a cui Sd si rivolge: Boselli, Giordano, Diliberto e Occhetto, anche se il più applaudito è Armando Cossutta. Tanti i sindacalisti della Cgil presenti. «Sono qui per simpatia verso chi disobbedisce - dice il segretario nazionale della Fiom Giorgio Cremaschi - sia che si chiami Mussi, sia che si chiami Turigliatto». E Gianni Rinaldini segretario generale della Fiom-Cgil annuncia qui il suo abbandono dei Ds. E poi ci sono il segretario della Funzione pubblica Mauro Beschi, il segretario generale della scuola Enrico Panini, quattro segretari confederali e i segretari regionali di Emilia, Lazio, Calabria e Puglia.