SULMONA «O i due consiglieri dello Sdi rientrano nel partito o per i socialisti non ci sarà più spazio nell'esecutivo». E' l'ultimatum che il sindaco, Franco La Civita ha lanciato ai responsabili regionali del partito per «giustificare» la presenza dei loro rappresentanti in maggioranza e quindi nella giunta. Tre giorni di tempo concessi allo Sdi per convincere i suoi a rientrare nei ranghi. Pugno duro, quindi, del primo cittadino, che cerca di forzare il blocco dei cinque dissidenti provando in qualche modo anche a dividerli. Ma la replica dei due socialisti del gruppo misto è altrettanto dura.
«Se questo è il metodo per risolvere la crisi», va giù duro Dino Fasciani, «allora devo pensare che il sindaco ha deciso di andarsene a casa. La Civita non può cercare di confondere le idee, tirando in ballo i partiti in un momento in cui è chiamato a dare risposte concrete sull'aumento delle tasse, su come affrontare la crisi occupazionale e sulle altre emergenze che abbiamo posto. Deve smetterla con i personalismi. Il suo compito è uno solo: trovare le soluzioni alternative all'aumento dell'addizionale Irpef, che deve sparire dal bilancio».
L'incontro che ha riacceso la bagarre tra sindaco e i cinque dissidenti si è svolto ieri nella sede pescarese dei Ds, alla presenza dei rappresentanti regionali dei partiti del centrosinistra; per la Quercia la segretaria, Misticoni, per i socialisti, Modestini e Cesaroni, per la Margherita D'Ambrosio e per l'Udeur Liberato Aceto. Naturalmente facevano parte del tavolo anche i segretari sulmonesi dei partiti dell'Unione, oltre al sindaco Franco la Civita.
E il primo argomento è stato proprio quello relativo alla presenza in maggioranza dei rappresentanti dello Sdi. «Non si può giustificare un vicesindaco o assessori socialisti in giunta senza l'appoggio di consiglieri comunali», ha detto il sindaco, a Modestini e Cesaroni, «o risolvete la questione o lo Sdi va fuori». L'incontro è stato aggiornato a mercoledì, quando Modestini dovrà dare la risposta. E la prima decisione del responsabile regionale dei socialisti è stata quella di convocare per domani a Chieti Amori e Fasciani, per convincerli a rientrare nel partito. Il segretario regionale ha paventato chiaramente il commissariamento della segreteria cittadina dello Sdi, che è sulle posizioni dei due dissidenti.
«Per il momento facciamo parte del gruppo misto», sottolinea Amori, «e l'unico nostro interesse è quello di risolvere il problema relativo all'approvazione del bilancio senza addizionale Irpef e dei sei punti programmatici che abbiamo indicato. Il sindaco deve prendere atto che dal 3 aprile non ha più la maggioranza» ha aggiunto l'esponente Sdi, «e per risolvere la crisi deve solo a entrare nel merito dei problemi e non a tirare dentro i partiti che si è ben guardato di consultare quando ha nominato presidenti e rappresentanti negli enti».