PESCARA - "Non abbiamo avuto neanche il tempo di festeggiare la notizia data dal Tg3 regionale (Guarda il servizio) sulla scongiurata ipotesi di privatizzazione di Sistema, che già oggi, la dirigenza di Arpa cambia rotta".
Si legge in una nota dei lavoratori di Sistema, società dei servizi partecipata da Arpa, Autolinee regionali pubbliche abruzzesi.
"Cosa è successo in queste ore per determinare questo nuovo orientamento? Perché le direttive impartite dall'assessore regionale Morra e condivise dal vice presidente di Arpa Radichetti e dai sindacati, sono state disattese dal Consiglio di ammistrazione di Sistema?", si legge ancora nella nota.
"Nella riunione di ieri, 7 maggio,, il presidente Valentini insieme al vice Iezzi e al consigliere Litterio - tutti funzionari di Arpa, giova ricordarlo - non hanno voluto fare gli interessi di Sistema, anzi supinamente hanno accettato di sottostare agli ordini del presidente ‘dei presidenti’ Cirulli", polemizzano i lavoratori di Sistema, che aggiungono: "Mai i lavoratori di Sistema avrebbero potuto pensare, che la loro sorte, dopo la negativa parentesi di Gambacorta e Ciarrapico, potesse avere un così tragico epilogo. Paradossalmente coloro che avrebbero dovuto vigilare sul buon andamento della società e sul suo auspicato rilancio, si sono rivelati il braccio armato al soldo di Cirulli. È da questo perenne conflitto di interessi che sono scaturiti i problemi di Sistema , che in questi ultimi due anni è stata praticamente gestita dai lavoratori, non potendo contare sull’apporto del nuovo Consiglio di amministrazione,inevitabilmente compromesso con le miserevoli vicende di Arpa e del suo ‘condottiero’".
"Una domanda sorge spontanea: chi, dei tre attori in campo, Morra per la Regione Abruzzo, Cirulli per Arpa, Valentini per Arpa-Sistema sta bluffando? Chi sta giocando col futuro di 102 lavoratori e delle loro famiglie? Oppure, come molti di noi ipotizzano, è un bluff messo in campo da tutti e tre?", si domandano quindi i lavoratori di Sistema.
"Sappiano costoro, che comunque vadano le cose ‘noi c’eravamo quando siete arrivati e ci saremo ancora quando ve ne andrete’", concludono.