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Pescara, 18/03/2026
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Data: 09/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Ryanair ha le idee chiare, la Saga un po’ meno Manca una strategia di marketing che attragga turisti stranieri invece di portarli all’estero

PESCARA La lira d’Irlanda suona la musica più dolce per l’aeroporto di Pescara, che balla quasi esclusivamente ai suoni gaelici. Ryanair tiene in linea di galleggiamento lo scalo pescarese e ne scandisce i ritmi. E così la prima e più diffusa compagnia low cost lancia la programmazione invernale da Pescara con 6 rotte « che trasporteranno oltre 475 mila clienti all’anno e sosterranno - secondo quanto sostenuto da John Alborante, sales and marketing manager di Ryanair per l’Italia, - oltre 475 posti di lavoro presso l’Aeroporto di Pescara». Il tutto attraverso 52 voli settimanali. La livrea gialloblù è pressoché esclusivista dello scalo abruzzese e riconferma da sé «la propria leadership e il proprio impegno per la crescita dell’economia e del turismo in Abruzzo». Il piano operativo è il seguente: Barcellona (Girona), 4 voli settimanali, Bruxelles (Charleroi) 6, Francoforte (Hahn) 6, Londra (Stansted) 10, Milano (Bergamo) 22, Parigi (Beauvais) 4. Il presidente della Saga, Lucio Laureti, ha dichiarato a margine che «la prima fase della ricapitalizzazione è stata effettuata. Ora siamo in attesa dell'imminente firma di convenzione tra l'aeroporto e la Regione per i fondi Fas già destinati allo scalo. Tra i charter estivi, confermata la Russia e Mostar. Sul tavolo delle trattative con le compagnie aeree, nuovi collegamenti charter per la Grecia, Spagna e Sardegna». Rimane sul tavolo una questione meno marginale, e che investe una strategia complessiva che va ben oltre un piano marketing fatto di numeri e, soprattutto, di contributi. Se si intende davvero l’aeroporto come volano economico, turistico e di sviluppo, occorre pensare ai collegamenti aerei più per portare turisti stranieri che per portare gli abruzzesi all’estero. Dando per scontato che mete come Barcellona, Parigi e Londra hanno un consistente appeal per invogliare a partire da Pescara (e tornarci), è un po’ meno scontato che un barcellonese o un parigino possa essere invogliato a venire a Pescara. Il discorso si può ampliare con tutte le destinazioni e ricade ovviamente nell’indotto, che è fatto di trasporti, spostamenti, turismo, hotel, ristoranti e giro d’affari. La capacità di spesa rapportata alle economie di certi Paesi verso i quali guarda l’aeroporto di Pescara e punta il timone Ryanair sono un elemento che dovrebbe aprire unaprofonda riflessione nei vertici della Saga e nel mondo politico che li esprime e ne supporta finanziariamente l’attività. L’"appetibilità" di Pescara non sembra dimostrata dall’interesse, latitante o escluso, di altre compagnie, e men che meno si configura una vocazione che si raccordi a Roma. Altro che charter estivi ancora all’ipotesi a maggio inoltrato.

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