L’AQUILA Il focolaio di proteste e malcontento che da giorni serpeggiava tra i lavoratori del Centro turistico del Gran Sasso si è trasformato in un incendio di proteste e manifestazioni clamorose. Come quella di ieri mattina, quando sei dipendenti dell’azienda che gestisce gli impianti di risalita a Campo Imperatore sono saliti sul primo pilone della funivia, altra struttura gestita dall’ex municipalizzata, chiedendo il rispetto degli accordi, presi finora solo verbalmente, con amministrazione e vertici dell’azienda, finalizzati alla proroga dei contratti per i mesi estivi. I lavoratori, 31 in tutto, sono tutti inquadrati con part time verticali, che non consente l’accesso agli ammortizzatori sociali, in virtù dei quali vengono impiegati nei mesi invernali. Per consentire una continuità del lavoro, e degli stipendi, in passato si è sempre cercato di impiegare gli assunti del Ctgs presso un’altra delle municipalizzate, come peraltro previsto da una delibera approvata dal Consiglio comunale. «C’era un accordo tra Centro turistico e Gran Sasso Acqua - spiega il segretario regionale Ugl Piero Peretti, presente sul posto - per cui in caso di esuberi sarebbero stati assorbiti dalla società di gestione idrica che, invece, ora ha emesso un bando per l’assunzione di sei operai all’esterno. La reazione mi sembra comprensibile». Per un paio d’ore la funivia è rimasta ferma per motivi di sicurezza e solo intorno alle dieci, grazie alla mediazione portata avanti dalle Forze dell’ordine gli operai sono scesi dal pilone: momenti di tensione, alla base della funivia, tra dipendenti e direttore del Centro turistico, Angelo De Angelis, accusato di non aver dato seguito alle promesse fatte nei giorni scorsi per la proroga dei contratti. Un intervento, stando a quanto appreso, invocato anche dal direttore d’esercizio Marco Cordeschi, per consentire sia gli interventi di manutenzione sulla seggiovia Fontari sia per tenere in attività l’impianto nel periodo estivo. «Anche se il piano industriale del Ctgs prevede la nuova seggiovia - spiega Paolo Barone, Rsu Ugl - Quella attualmente esistente dovrà entrare in funzione in attesa della fine dei lavori. E poi anche in estate si sta pensando di offrire un servizio in più ai turisti. Ma gli accordi non sono stati rispettati». Questa mattina il sindaco, Massimo Cialente, e l’ex deputato Pd Giovanni Lolli, da sempre grande conoscitore delle vicende legate al Gran Sasso oltre che esperto di montagna, terranno un incontro con la stampa a cui seguirà un incontro con il segretario Ugl Peretti che ha detto «Ci aspettiamo risposte concrete». Uno dei motivi del malumore diffuso, ieri, era legato proprio all’assenza del primo cittadino o di un rappresentante della Giunta per dialogare con gli operai dopo la protesta. Anche dagli altri sindacati, poi, è arrivata solidarietà ai lavoratori: «La nostra piena solidarietà va ai dipendenti del Centro turistico che, questa mattina, hanno inscenato una manifestazione di protesta salendo un un pilone di 50 metri della funivia di Fonte Cerreto per chiedere, a gran voce, certezze sul futuro occupazionale dell’azienda e delle maestranze» hanno scritto i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Umberto Trasatti, Paolo Sangermano e Michele Lombardo.