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Pescara, 18/03/2026
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Data: 09/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Funivia Gran Sasso, sei operai sul pilone. La contestazione per il mancato rispetto di un accordo

In scena la disperazione sul Gran Sasso. Sei lavoratori stagionali del centro turistico del Gran Sasso, i cui contratti sono scaduti nell’aprile scorso, ieri mattina presto si sono arrampicati sul pilone della funivia di 50 metri, restando lì per quattro ore per reclamare il diritto al lavoro. Nel mirino dei dipendenti a termine, il direttore della spa Angelo De Angelis con il quale i lavoratori hanno avuto un pesante duello verbale. Sono consapevoli che i loro contratti sono stagionali, ma era stato garantito loro che sarebbero stati riassorbiti dalla Gran Sasso Acqua, invece niente. «Il direttore dice che non ci sono i soldi - hanno spiegato -. Non si comprende allora per quale motivo siano stati assunti a dicembre altri 14 lavoratori interinali». «Questo potrebbe essere solo l’inizio - teme il sindaco Massimo Cialente - se l’impianto delle Fontari non sarà realizzato nei tempi previsti saremo costretti a chiudere il Centro turistico e a mandare tutti a casa». Il sindaco è furioso: «Non la passerà liscia chi intende bloccare lo sviluppo del Gran Sasso. In caso di intoppi saremo pronti a chiedere risarcimenti milionari». A porre il veto al progetto è la rete di ambientalisti, ma anche Rifondazione comunista è convinta che l’impianto della nuove Fontari ricada all’interno dell’orto botanico. «Niente di più falso - ha replicato Cialente - l’impianto passa a 60 metri dall’orto». La questione del Gran Sasso, sulla quale il sindaco sarebbe perfino intenzionato a far esprimere la città attraverso un referendum, tuttavia potrebbe avere delle pesanti conseguenze politiche alla luce del fatto che fra i contrari ci sono due esponenti green della maggioranza: Enrico Perilli di Rifondazione comunista e il democrat Antonello Bernardi. «Non si può continuare a vivacchiare senza una maggioranza coesa - ha spiegato il sindaco -. Non sarebbe giusto per la città, allora meglio sciogliere il Consiglio comunale e tornare subito a votare». In questo caso Cialente sarebbe pronto per affrontare in volata un terzo mandato, chance che gli sarebbe impedita nel caso la sua consiliatura dovesse cadere dopo il mese di novembre. Un segnale forte e chiaro nei confronti della sfilacciata maggioranza tutta concentrata sulle regionali. Intanto gli ambientalisti insistono chiedendo di ritirare il bando di appalto per la nuova seggiovia delle Fontari che, rispetto a quella esistente, sarà spostata di una decina di metri. Per la rete Green non sarebbero state rispettate le procedure di legge quali l’obbligatorietà, prima di bandire le gare d’appalto relative alle sulle singole ipotesi progettuali, di acquisire i necessari studi di incidenza e impatto ambientale, nonché il parere del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. In campo scendono Giovanni Lolli, con un appello sottoscritto da scuole di sci e alberghi; Ugl, che accompagnerà i lavoratori all’incontro con Cialente, e sindaco che oggi terrà una conferenza stampa sulla vicenda, ma anche Maurizio Acerbo che stigmatizza «i toni inutilmente esasperati e offensivi» usati da Cialente nei confronti degli ambientalisti.

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