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Pescara, 18/03/2026
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Data: 09/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Operai per protesta sul pilone della funivia «Vogliamo certezze sul nostro futuro e sul rilancio del turismo sul Gran Sasso». Cgil, Cisl e Uil. Dai confederali accuse agli ambientalisti e sostegno agli operai. Acerbo: da Cialente solo insulti gratuiti

Oggi incontro con il sindaco per la proroga di 2 mesi dei contratti part time

L’AQUILA Mentre scendono dal primo pilone della funivia di Fonte Cerreto, alto 50 metri, i dipendenti del Centro turistico del Gran Sasso hanno volti tesi e sguardi disillusi. Sono le 11 quando decidono di porre fine alla loro forma di protesta, iniziata alle 6,45 con gli zaini in spalla, le imbracature e un obiettivo ben preciso: mandare all’azienda un messaggio di contrarietà allo stop, arrivato inatteso, alla proroga di due mesi dei loro contratti part time. Una proroga che hanno aspettato come manna dal cielo e che invece, ancora una volta, Mario Capulli, Maurizio Tazzi, Luigi Spagnoli, Antonello Tedeschi, Francesco Maccarone, Alberto Massimi (saliti sul pilone) e una decina di loro colleghi che hanno scelto di restare giù, dovranno ancora aspettare. Al centro della protesta, oltre alla proroga dei contratti, anche la garanzia che il progetto di sviluppo del Gran Sasso non subisca blocchi o rallentamenti, specie dopo le proteste avviate, nei giorni scorsi, dal coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo 2014, che riunisce 29 associazioni ambientaliste polemiche verso il rilancio del Gran Sasso, così come ipotizzato dal Comune. Una mattinata campale per i lavoratori, che hanno organizzato la protesta in accordo coi sindacati e che, stamattina alle 11.15, incontreranno insieme al segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti, all’hotel Castello il sindaco Massimo Cialente, l’amministratore unico dell’azienda, Beomonte Zobel e l’ex parlamentare Giovanni Lolli.

LA MATTINATA. La decisione di salire su uno dei piloni della funivia è stata presa mercoledì sera, subito dopo l’arrivo della notizia del dietrofront, da parte della direzione del Centro turistico, sulla proroga dei contratti. Un fulmine a ciel sereno per i dipendenti, che il sabato precedente avevano avuto messaggi rassicuranti. Dopo l’approvazione in consiglio comunale del progetto di rilancio del Gran Sasso, il direttore Angelo De Angelis «aveva promesso un prolungamento dei contratti nei due mesi estivi di fermo lavorativo, in cui non siamo coperti nemmeno dagli ammortizzatori sociali», spiega Paolo Barone, dipendente dell’azienda e rappresentante Rsu-Ugl, rimasto alla base della funivia per coordinare la protesta e mediare anche con le forze di polizia arrivate nel frattempo. Sul posto, oltre ai direttore del Ctgs e al presidente, infatti, anche polizia, fForestale e vigili del fuoco, che hanno mantenuto la massima allerta per tutta la mattinata. Ma la tensione è salita soprattutto quando, dopo quattro ore di protesta, i cinque lavoratori hanno abbandonato il pilone convinti da una promessa di trattativa con la direzione e si sono ritrovati davanti De Angelis, rimasto fermo sulle sue posizioni: è il Comune che avrebbe vietato scatti d’anzianità e proroghe di contratto all’interno del Ctgs, per mancanza di risorse. «Non ne comprendiamo il motivo», aggiunge Barone, «in quanto sappiamo che devono arrivare 15 milioni di euro per il progetto di sviluppo del Gran Sasso, di cuiuna parte per la manutenzione di funivia e seggiovia». La tensione è tornata alta quando di fronte al muro dell’azienda uno dei dipendenti, Maurizio Tazzi, ha imbracciato lo zaino e si è di nuovo diretto verso il pilone, deciso a riprendere la protesta. Una situazione particolarmente difficile la sua, con due figli da mantenere e la moglie che rischia di perdere il lavoro. «C’era un accordo tra Centro turistico e Gran Sasso Acqua», ha rimarcato Peretti, “per cui in caso di esuberi sarebbero stati assorbiti dalla società di gestione idrica che, invece, ora ha emesso un bando per l’assunzione di sei operai all’esterno. La reazione mi sembra comprensibile». GLI AMBIENTALISTI. EmergenzAmbiente Abruzzo 2014, chiede, in particolare, che il nuovo tracciato della funivia ricalchi in toto il vecchio e auspica che il bando venga ritirato. Per il 18 maggio prossimo a Campo Imperatore è prevista una riunione con sindacati e lavoratori. Per quanto riguarda, invece, gli impianti, il piano industriale prevede la realizzazione della nuova seggiovia delle Fontari, la realizzazione di cabinovie e impianti di risalita. I LAVORATORI. Sono 31 i dipendenti del centro turistico, tra amministrativi e addetti alla manutenzione. «Ma sul campo siamo una ventina», spiega Alberto, uno dei manutentori. Quasi tutti i lavoratori del Ctgs sono dipendenti da oltre 20 anni, assunti con contratto part-time che li lascia per alcuni mesi a casa e senza stipendio. «Sono condizioni dure», dice Barone, «si lavora a duemila metri di altitudine, esposti alle intemperie e a sforzi logoranti».

Cgil, Cisl e Uil. Dai confederali accuse agli ambientalisti e sostegno agli operai

Anche Cgil,Cisl e Uil appoggiano la protesta dei lavoratori del Centro turistico del Gran Sasso. «Il problema occupazionale», affermano Paolo Sangermano della Cisl e Michele Lombardo della Uil, «è strettamente connesso al rilancio dell’intera area, che passa attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture e impianti di risalita. Il Ctgs deve impegnarsi a garantire la proroga dei contratti part-time ai dipendenti che lavorano solo nel periodo invernale, ma il problema è ben più vasto. Il piano industriale varato dal Comune deve viaggiare a ritmo serrato, superando l'opposizione delle associazione ambientaliste, che rischia di vanificare gli sforzi compiuti finora per la redazione di un progetto che prevede la realizzazione di nuove infrastrutture e centri di accoglienza, indispensabili per il rilancio del Gran Sasso. Contestare la nuova seggiovia delle Fontari posta, tra l'altro, a poche decine di metri da quella attuale, significa impedire la crescita di Campo Imperatore e di tutto il settore del turismo legato alla montagna». La Cgil ricorda che il Centro turistico sta attraversando una condizione molto delicata e ribadisce «la valenza di scelte tese a dare ai dipendenti degli impianti, penalizzati da contratti a 6 o 10 mesi, l’opportunità di essere impegnati nel settore funivia, carente di organico. Purtroppo, in via del tutto singolare, non vi è stata la disponibilità da parte di tutti a variare la propria postazione di lavoro».

Acerbo: da Cialente solo insulti gratuiti. Il candidato presidente di Rifondazione comunista: «Il Pd ha posizioni sempre più vicine alla destra»

L’AQUILA «Le dichiarazioni del sindaco Cialente contro ambientalisti della costa appaiono inutilmente offensive ed esasperate. Inoltre riproducono modelli r egressivi di contrapposizione tra abruzzesi». Ad affermarlo è il candidato alla presidenza della Regione Maurizio Acerbo (Prc), secondo cui il sindaco dovrebbe sapere che Rifondazione e il fronte ambientalista più in generale hanno sempre avuto uno sguardo d’insieme sull’intera regione. La dimostrazione è la vicenda della discarica dei veleni di Bussi scoperchiata da Rifondazione e Wwf che portarono alla ribalta le resposabilità del partito dell’acqua, tra gli altri di Di Matteo e D’Ambrosio candidati nella coalizione del centrosinistra. Cialente sostiene i politici che hanno fatto bere a centinaia di migliaia di persone acqua contaminata da sostanze pericolose, mentre ambientalisti e Rifondazione possono con orgoglio rivendicare di aver posto fine con le proprie denunce a questo attentato alla salute dei cittadini. Al di là degli insulti e delle minacce con cui Massimo Cialente risponde alle obiezioni dei suoi interlocutori, mi sembrano lecite le domande di fondo poste dagli ambientalisti e anche dal nostro consigliere Enrico Perilli: il nuovo tracciato della seggiovia Fontari ricade o meno all’interno del piano d’area? Il sindaco ha un’idea di turismo che investe l’area del Gran Sasso per l’intero arco dell'anno? Se sì, quale? È vero che sono state legalizzate opere in contesti montani ampiamente impattanti (strada Aragno-San Giacomo, aree camper) e che analoghi progetti stanno per investire anche San. Pietro della Jenca? Compito di un sindaco dovrebbe essere quello di favorire il dialogo e il confronto non di esasperare il conflitto strumentalizzando le preoccupazioni dei lavoratori a cui va tutta la nostra solidarietà.Tra l'altro faccio notare a Cialente che gli ambientalisti hanno avanzato proposte rivolte al potenziamento dell’offerta turistica per tutto l’anno e quindi non si può presentarli come nemici né invasori. È piuttosto triste constatare che le posizioni e il linguaggio di Cialente e del Pd sulle tematiche del territorio siano sempre più affini alla destra che alla più avvertita cultura di sinistra e ambientalista».

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