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Pescara, 15/05/2026
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Data: 06/05/2007
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Aumenti, è muro contro muro. Il sindaco La Civita accusa: «È in atto una forma di terrorismo politico»

SULMONA - E' servito a poco o a nulla l'incontro tenutosi ieri tra le segreterie locali e regionali dei partiti del centrosinistra: la volontà di far rientrare la crisi di Palazzo San Francesco nell'ambito del dibattito tra partiti, si è infranta ancora una volta contro l'oggettiva impossibilità degli stessi a controllare i propri iscritti: i segretari regionali di Sdi, Udeur e Margherita, in particolare, si trovano nella situazione di non poter gestire i Consiglieri comunali dissidenti che, d'altro canto, hanno chiarito che la trattativa deve essere fatta a livello locale e che, soprattutto, loro non voteranno alcun aumento tariffario. Alle posizioni di chiusura verso gli aumenti, d'altronde, si è aggiunta la questione della legittimità del provvedimento che, insiste il gruppo misto, violerebbe l'articolo 1 della Finanziaria, esponendo, nel caso, gli stessi Consiglieri comunali che lo voteranno ad un risarcimento in proprio considerevole (oltre 50 mila euro ciascuno). «Questo è solo terrorismo politico - commenta il sindaco Franco La Civita - il Ministero mi ha assicurato la legittimità degli aumenti e se, come richiesto, questo parere sarà messo per iscritto, allora andremo avanti con l'impostazione data, a meno che il gruppo misto non proponga una qualche soluzione percorribile». Quando parla di soluzioni alternative La Civita non pensa però ai tagli (che invece il gruppo misto vorrebbe compiere in modo drastico), ma ad eventuali altre strade per coprire quegli 800 mila euro che mancherebbero alle casse comunali, siano esse l'aumento dell'Ici, della Tarsu o quant'altro. Il primo banco di prova sarà quello di martedì quando si riunirà la Commissione bilancio dalla quale il sindaco si aspetta proposte e non solo la «politica del no»: una riunione che difficilmente porterà novità, nonostante per il giorno successivo (mercoledì) sia stato convocato un altro tavolo politico regionale. Più morbida sembra essere la posizione sulla composizione della prossima (se ci sarà) giunta: le segreterie regionali, d'altronde, soprattutto quella dei Ds, non sono disposte ad accettare diktat così duri da chi, in fondo, si sta arrogando il diritto di decidere anche per gli altri. Su tutti ci sarebbe il problema della collocazione di Manasseri, la cui esclusione dalla vita politica cittadina, comprometterebbe seriamente le possibilità di Fasciani a ricoprire cariche provinciali o incarichi regionali (l'Arpa) in nome di un partito che non riconosce più.

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