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Pescara, 18/03/2026
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Data: 09/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Camusso e Landini, nuovo duello.Passa la mozione del segretario (80,5%). Il leader Fiom: «Nella Cgil torsione autoritaria»

ROMA Susanna Camusso vince il congresso della Cgil (80,5% alla sua mozione), ma il suo antagonista, Maurizio Landini leader della Fiom non lo ha perso pur ottenendo solo il 16,7% (a Cremaschi il 2,8%). A prescindere dalla conta dei voti - scontato il successo della mozione del segretario uscente - è emerso non un giudizio troppo diverso sui primi passi del governo Renzi (giudicati negativamente) quanto un differente modo di intendere il ruolo e la funzione del sindacato. Camusso e Landini sono partiti dalla comune constatazione che il più antico e grande sindacato italiano (la Cgil ha 5,7 milioni di aderenti) deve fare i conti rapidamente con una società in evoluzione e un mercato del lavoro polverizzato. Qui divergono le ricette. Susanna Camusso nelle conclusioni del congresso nazionale di Rimini ha rilanciato la necessità della concertazione: ma, ha detto, «non serve chiedere un posto a tavola» quanto «capire come ricostruiamo la nostra forza di essere un soggetto di rappresentanza indipendentemente dalle volontà di chi non ci vuole ricevere». Camusso ha contestato alla radice l’idea che se la democrazia costa va tagliata perché «si comincia così, non si sa dove si finisce». Ma la Cgil vive drammaticamente un problema di «disorientamento» e la causa principale sta certamente nella crisi che «continua a mordere» e nel continuo calo dell’occupazione. La Cgil è comunque «l’antitesi della politica liquida». Infine rilancia l’alleanza con Cisl e Uil spiegando che la Cgil, comunque, «non è un governo ombra». Nel documento alternativo presentato da Maurizio Landini non si fanno sconti alla gestione della segretaria Camusso. «La confederalità non si sostanzia nella torsione autoritaria delle forme di vita interna della organizzazione ma esiste se è capace di esprimere, a partire dagli interessi del lavoro dipendente, un progetto generale di cambiamento della società e dell’Europa». Nel documento alternativo si giudica il congresso come «un’altra occasione mancata per svolgere un vero confronto democratico con il coinvolgimento reale degli iscritti sulla crisi del sindacato». E si chiede una «Cgil democratica» che «sceglie la totale trasparenza» che «si dà un codice etico». Il documento del segretario generale della Fiom ribadisce la piena «contrarietà» nel merito e nel metodo al testo unico sulla rappresentanza».

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