L’assemblea straordinaria consentirà di discutere il piano
sul nuovo scalo marittimo e di non perdere venti milioni
Va ai domiciliari dove resterà per otto mesi, Monica Spinelli residente in via Lago di Borgiano, che deve scontare la pena per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La donna è stata sottoposta alla misura alternativa dalla Corte d’Appello. La squadra Mobile, inoltre, sempre in esecuzione di un ordine di esecuzione, ha sottoposto agli arresti domiciliari Stefania Toro residente in via Po che deve espiare 1 anni, 10 mesi e 5 giorni di reclusione per cumulo pene inerenti il reati di droga. E’ stato arrestato invece il senegalese Ba Cheikhou Oumar del 1976 destinatario dell'ordine di custodia cautelare in carcere. L’uomo deve espiare 6 mesi. All’epoca l’uomo aveva fornito false generalità ma è stato rintracciato e arrestato.di Ylenia Gifuni wPESCARA Il primo a firmare è stato il sindaco Luigi Albore Mascia. A ruota, altri 7 consiglieri di maggioranza hanno scelto di assumersi «la responsabilità politica e amministrativa» per non far cadere nel vuoto l’intesa tra Comune e Direzione marittima sul piano regolatore portuale e convocare il Consiglio straordinario a pochi giorni dalle elezioni. Secondo il regolamento, sono necessarie le firme di un quinto dei componenti dell’assemblea civica (8 su 40) per chiedere una seduta straordinaria del Consiglio. Una nuova strada, insomma, per tentare di accelerare i tempi sul progetto del nuovo scalo e non perdere i 20 milioni di euro già disponibili per la canalizzazione del tratto finale del fiume. A farsi promotore dell’iniziativa è stato Armando Foschi, presidente della commissione Lavori pubblici. Questi gli altri consiglieri che hanno firmato, oltre a Mascia e Foschi: Nico Lerri, Vincenzo Berghella, Alessio Di Pasquale, Antonio Sabatini e Augusto Di Luzio (Forza Italia); Amedeo Volpe, di Pescara Futura. «Protocolleremo l’istanza», ha spiegato, «la depositeremo sul tavolo del presidente Roberto De Camillis e del segretario generale, Antonello Langiu, in attesa di una risposta formale che sarà inevitabilmente espressione di una volontà politica nei confronti della città, che attende un’azione forte dalla propria classe di governo, maggioranza e opposizione». Martedì scorso, l’ufficio di presidenza composto da De Camillis, Fausto Di Nisio (Sel) e Adele Caroli (indipendente), ha già bocciato l’ipotesi di una seduta in piena campagna elettorale, ritenendo che non ci sia alcuna urgenza ed esprimendo un parere opposto rispetto a quello emerso dalla conferenza dei capigruppo. Un precedente che non si era mai verificato durante la consiliatura. La questione dello scalo e le altre tematiche connesse con lo sviluppo della pesca, saranno discusse domani mattina alle 10 nel corso di un’assemblea della marineria. I pescatori hanno già annunciato «manifestazioni eclatanti» se non saranno risolti i nodi del dragaggio e degli ammortizzatori sociali destinati alla categoria. «Ribadiamo l’urgenza di tenere il Consiglio comunale sul porto», ribadisce Florio Corneli (Abruzzo Civico-Pescara a colori), «perché rimandarlo costringerebbe la città a mesi di immobilismo e a spese eccessive per il dragaggio. De Camillis, che si è opposto alla volontà dei capigruppo, dimostra scarsa sensibilità istituzionale. Anche perché questa scelta è in conflitto con la sua candidatura a sindaco». Dello stesso avviso anche Guerino Testa e Massimo Pastore (Ncd) che parlano di «scelta irresponsabile che non condividiamo affatto. Il Consiglio va convocato», spiegano i due candidati, «chiamando in causa e dando la parola ai diretti interessati, come gli operatori portuali e commerciali. L'iter avviato va portato avanti con celerità e trasparenza, lasciando da parte la campagna elettorale e pensando agli interessi della città. Si tratta di una questione troppo importante per parlarne a porte chiuse o per giustificare ulteriori rinvii».