ROMA Adesso è il governo a dare l’ultimatum. A chiedere espressamente ai soci Alitalia di mettere da parte le divisioni interne e i contrasti per trovare una soluzione condivisa. E bisogna farlo presto, al massimo entro lunedì. Per rispondere in maniera chiara ad Etihad e chiudere una trattativa che dura da troppo tempo. Anche se il diktat è stato rivolto formalmente a Gabriele Del Torchio, convocato a Palazzo Chigi dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, l’appello aveva come destinatario il fronte delle banche, Intesa Sanpaolo in particolare. E’ noto infatti che gli istituti di credito, nonostante il pressing di questi mesi, non hanno accettato di convertire o cancellare una parte del debito della ex compagnia di bandiera, bloccando di fatto l’intesa con la compagnia del Golfo. Solo così infatti, senza zavorre, il matrimonio con gli arabi potrà decollare. Non ci sono invece dubbi sulla struttura della Newco (51% in mano agli italiani e 49% in mano ad Etihad) in cui confluiranno operatività, personale non in esubero e 800 milioni di nuovo capitale. Così come è certo che i rischi legati ai contenziosi del passato resteranno nella Holding, schermando così Etihad. Dell’indebitamento dovranno farsi carico le banche azioniste, trovando da un lato un meccanismo per attutirne gli effetti sui conti, dall’altro lasciando indenni sia Newco che la Holding. Come chiedono Etihad e il nucleo dei soci industriali, da Atlantia a Poste. Dopo il vertice, a cui hanno partecipato anche Padoan e Delrio, Lupi ha mostrato un cauto ottimismo. Sono convinto - ha spiegato a Del Torchio - che alla fine le banche faranno il loro dovere. «Etihad è l’ultima occasione e non si può perdere». Da parte sua il governo accelererà sul decreto per Linate, mentre le garanzie sugli esuberi sono già assicurate dal Fondo volo.