CHIETI Tassisti teatini contro i colleghi del consorzio Cometa. Non si è ancora spenta l'eco della "guerra dei taxi" per l'aeroporto d'Abruzzo (questione tuttora sospesa a causa del ricorso al Tar avviato dal Comune di Pescara) che torna alla ribalta un'altra contestazione all'interno della sempre più complicata giungla del sistema locale del trasporto taxi. Ora che l'Amministrazione comunale ha da poco riorganizzato la materia (grazie all'attivazione di un numero gratuito, lo 0871 4717, in funzione 24 ore su 24, che permette l'arrivo della vettura più vicina alla chiamata del cliente), i tassisti teatini chiedono di fare chiarezza una volta per tutte anche nei riguardi del consorzio Cometa.
I taxi di questo consorzio, infatti, essendo di Pescara, Francavilla al Mare, Montesilvano e in piccolissima parte anche di Chieti, pare che continuino a lavorare su Chieti anche se non ne avrebbero più alcuna possibilità, visto che non esiste alcuna convenzione stipulata con il Comune. È quanto conferma anche l'assessore comunale al Commercio, Antonio Viola. «Il Consorzio Cometa - dice a riguardo l'assessore - è nato nel 2009 come progetto a servizio dei Giochi del Mediterraneo. Il servizio doveva avere durata temporanea, relativa allo svolgimento della competizione sportiva. Per durare nel tempo avrebbe avuto bisogno per legge di un accordo tra i Comuni su cui le vetture facevano servizio, vale a dire Chieti, Pescara, Francavilla al Mare e Montesilvano. Accordo che non è mai stato trovato». All'epoca si era nel bel mezzo della "guerra dei taxi" per l'aeroporto e tra Pescara e Chieti i rapporti erano molto tesi. Difficilmente si sarebbe arrivati ad un accordo in materia di taxi. Sta di fatto che le auto aderenti al consorzio Cometa non hanno autorizzazione a lavorare a Chieti, né a Pescara, né a Francavilla né a Montesilvano. «So che il Comune di Pescara - ha detto ancora Viola - ha diffidato il consorzio. Noi non siamo arrivati ancora a questo punto anche perché comprendiamo la difficoltà del momento e lo sforzo fatto da quei tassisti al momento di investire nell'attività».
Al di là delle autorizzazioni mancanti, occorre sottolineare anche che ci sono svantaggi pure per l'utenza. Chiamando un taxi da Chieti, ci si aspetta, infatti, che la vettura arrivi dalla città, mentre nel caso del consorzio Cometa non è detto sia così. Il taxi può arrivare anche da fuori Chieti e giustamente costare di più. Tutto questo in barba alle tariffe fisse che il Comune di Chieti era riuscito a strappare ai tassisti teatini riorganizzando il servizio (5 euro per una corsa all'interno delle mura, 10 per la stazione o l'ospedale, da 20 a 30 per l'aeroporto).