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Data: 10/05/2014
Testata giornalistica: Il Messaggero
Gran Sasso, operai delusi e pronti a gesti eclatanti

Nulla di fatto nell’atteso vertice sull’emergenza occupazionale dei lavoratori del Centro turistico del Gran Sasso legata anche allo stallo del piano industriale di sviluppo che potrebbe dare nuova linfa al comprensorio. «Un incontro deludente - ha commentato il segretario regionale dell’Ugl, Piero Peretti -. Il Comune non è stato in grado di darci risposte e se la situazione rimane così non si escludono altri gesti di protesta eclatanti, lo stato d’agitazione resta più che mai vivo». Il riferimento è alla protesta di giovedì quando 6 dipendenti si sono inerpicati a 50 metri di altezza, in cima a un pilone della funivia di Fonte Cerreto, per chiedere certezze occupazionali e il rilancio dell’area. Polemiche ci sono anche sul mancato rispetto dell’accordo tra lo stesso Ctgs e la Gran Sasso Acqua secondo il quale, in caso di esuberi, sarebbero stati assorbiti dalla società di gestione idrica che, invece, ha emesso un bando per l’assunzione di 6 operai all’esterno. Peretti è particolarmente critico con il presidente del Ctgs, Umberto Beomonte Zobel. «Nell’affrontare questi problemi sembra calato da Marte e invece prima dell’attuale incarico svolgeva quello di componente del Consiglio d’amministrazione, dovrebbe conoscere bene tutto».
A incontrare i lavoratori insorti, il sindaco, Massimo Cialente, e l’ex sottosegretario Giovanni Lolli. «Da sempre come mio dovere mi faccio carico dei problemi dei lavoratori - ha scritto in una nota il primo cittadino - e soprattutto, ripeto come mio dovere in passato di deputato e oggi di sindaco, tento di assicurare loro la tranquillità di un lavoro certo e dignitoso in aziende efficaci ed efficienti, visto che l’epoca delle clientele, dei soldi bruciati o buttati al vento, è definitivamente finita». Lolli ha convocato la stampa rispondendo anche agli strali vecchi e nuovi del coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo 2014, che riunisce 29 associazioni e movimenti per la tutela dell’ambiente. «Capisco gli ambientalisti, la preoccupazione che dal rifacimento della seggiovia delle Fontari e dal progetto generale di sviluppo del Gran Sasso possano venire fuori degli scempi è legittima, ma ai rilievi fatti da loro fatti abbiamo risposto - è sbottato -. Si può e si deve dubitare, ma non bloccare, non possiamo rischiare di chiudere la stazione sciistica. Questo gli ambientalisti devono capirlo, basterebbe sedersi intorno a un tavolo e dialogare».

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