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Pescara, 18/03/2026
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Data: 11/05/2014
Testata giornalistica: Il Centro
Marineria in rivolta: venerdì sarà un casino. I pescatori promettono di bloccare l’Asse attrezzato: per noi solo bugie, la nostra pazienza è finita

PESCARA «Abbiamo avuto un anno di pazienza e loro non hanno fatto nulla: solo bugie e false promesse. Siamo noi che di notte dobbiamo entrare e uscire dal porto, non i nostri politici che se ne stanno al caldo nelle loro case». Mimmo Grosso parla a nome dei 50 armatori della marineria pescarese e di tutti i dipendenti che ancora aspettano di ricevere il pagamento dei sei mesi arretrati di cassa integrazione (da gennaio a maggio 2013 più il mese di agosto) e gli incentivi del fermo biologico. I pescatori non ci stanno ad ascoltare in silenzio i sermoni da campagna elettorale dei diversi candidati e minacciano di scendere nuovamente in piazza venerdì prossimo, bloccando l’Asse attrezzato a partire dalle 7,30, quando la città inizia a svegliarsi. «Con tutti i cantieri aperti», rimarca Grosso di fronte all’assemblea degli armatori riunita nella sede accanto al mercato ittico, «creeremo un casino non indifferente. Una volta bloccato l’asse attrezzato inviteremo tutti i politici a parlare con noi: Mascia, Chiodi, Mascia e pure Sospiri. Non ci importa se è colpa di Bruxelles o di Roma. Sono loro che devono dirci che cosa vogliono fare del nostro porto e quando rispetteranno gli impegni presi un anno fa. Non possiamo più aspettare visto che oggi in mezzo al mare non guadagniamo più un euro». A pochi giorni dalle elezioni, l’incubo degli scontri di piazza di tre anni fa torna a far vacillare i palazzi del potere locale. In primis il municipio, dove il 20 maggio si svolgerà la seduta straordinaria del consiglio comunale che vede all’ordine del giorno la ratifica dell’intesa tra Comune e Direzione marittima sulla Vas, la Valutazione ambientale strategica, del piano regolatore portuale. Una seduta che, è stato deciso, si svolgerà a porte aperte, favorendo il confronto democratico. «Non ci è piaciuto», spiega Grosso, «che abbiano deciso di modificare il porto senza chiedere il nostro parere. La marineria deve partecipare al consiglio e se non ci faranno entrare in aula noi irromperemo con la forza». Ieri mattina all’assemblea della marineria sono intervenuti anche i rappresentanti del Movimento 5 stelle Massimo Di Renzo e Manuela Galli e il candidato dei Liberali Mario Sorgentone. «Ci sono troppe responsabilità politiche», ha spiegato Sorgentone, «il piano regolatore è rimasto fermo da marzo 2008. E’ in corso una class action degli armatori per accertare le responsabilità degli enti comunali sul funzionamento degli impianti di depurazione lungo il fiume, visto che i fanghi inquinati hanno allungato i tempi del dragaggio».

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