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Pescara, 18/03/2026
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Data: 12/05/2014
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Il cantiere della filovia «bypassa» il sindaco. I ponteggi della Balfour Beatty oltrepassano il «no» di Mascia

PESCARA Colpo di scena sul caso filovia. Dopo il no di Mascia all'ordinanza di chiusura delle strade per dare il via all'elettrificazione sul tracciato, la Gtm e la Balfour Beatty hanno comunicato al sindaco che oggi si comincia a preparare il cantiere per la tesatura dei fili, operazione che sarà avviata materialmente da lunedì 19 maggio. Nella lettera si sostiene che non c'è più bisogno dell'ordinanza di chiusura delle strade benché i lavori siano previsti di giorno e non di notte, come sostenuto in un primo momento, «perché - spiega il presidente della Gtm Michele Russo - la Balfour Beatty utilizzerà un sistema di ponteggi adottato in tutto il mondo, specie sulle autostrade, con le auto che continuano a passare sotto, mentre sopra si lavora. Un sistema per il quale la ditta garantisce assoluta sicurezza, per cui il cantiere può andare avanti anche nelle ore diurne, non necessariamente di notte». Un sistema, precisa ancora Russo, «molto più costoso di quello normale che porterà la Balfour Beatty a chiedere i danni al Comune, visto che il sindaco non ha voluto firmare l'ordinanza di chiusura delle strade». In totale, la Balfour Beatty avrà bisogno di cinque giorni per completare l'elettrificazione nel tratto pescarese della strada-parco. La novità ha fatto drizzare le antenne a Mascia, il quale ha reagito scrivendo alla Gtm: «Voglio una relazione dettagliata - sostiene il sindaco - nella quale la Gtm e la Balfour Beatty dimostrino come è possibile superare il problema della sicurezza». Né lo convince la spiegazione data da Michele Russo sui ponteggi: «Com'è possibile ora realizzare l'intervento senza determinare chiusure al traffico quando un mese fa la stessa Gtm ha definito obbligatorie quelle stesse chiusure degli incroci per garantire la sicurezza degli operatori? Ho dunque chiesto alla Gtm ampie rassicurazioni, specificando, in un apposito verbale come si intende lavorare, con orari e attività predisposte. Senza quel verbale - ammonisce - ho già annunciato l'adozione di misure a garanzia delle primarie esigenze collettive. Sì, potrei fare anche un'ordinanza sindacale e una diffida».

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